Perché gli Usa aumentano la presenza militare nel Golfo

Washington fa pressing sull’Iran mentre riprendono a Vienna i negoziati sul nucleare. Pronti i piani per schierare il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Cole e gli F-22 Raptor.

Perché gli Stati Uniti aumentano la presenza militare nel Golfo? Il Pentagono ha predisposto piani per spostare nella regione il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Cole e i super avanzati caccia F-22 Raptor, ultimo prodotto dell’aviazione statunitense.

A convincere i vertici militari americani sono stati alcuni eventi recenti. Da un lato gli attacchi che i ribelli in Yemen e milizie irachene hanno lanciato contro gli Emirati Arabi Uniti. Dall’altro  l’inizio dell’ottavo round di negoziati sul nucleare iraniano a Vienna. Il pressing americano potrebbe, in questo secondo caso, convincere l’Iran a fare alcune concessioni nel corso dei negoziati.

Un altro obiettivo di Washington è quello di convincere il Qatar a fornire gas all’Iraq, limitando la dipendenza irachena dalle forniture iraniane. Nei giorni scorsi i ministri dell’energia di Iraq e Qatar si sono incontrati a Doha per discutere di temi energetici. Anche se nulla è trapelato, gli analisti hanno parlato di probabile relazione “energetica” tra i due Paesi.

Gli Usa hanno preso la palla al balzo e vogliono cogliere l’occasione per sostituire il Qatar all’Iran nella fornitura di gas all’Iraq. La presenza militare degli Stati Uniti nel Golfo ha anche questo ruolo di dimostrare il sostegno americano all’operazione.

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