Cos’è successo in Siria oggi

Aggiornamento quotidiano su cosa succede in Siria, quasi dimenticata a livello internazionale

Aggiornamento: (25 agosto) Un raid israeliano ha colpito obiettivi delle forze sciite e milizie iraniane in Siria, a Aqraba nel sudest rispetto a Damasco. Secondo Israele, sciiti e miliziani dell’Iran stavano preparando un attacco dalla Siria verso siti israeliani, attacco da condurre anche con droni militari. I morti sono cinque. Tra questi due miliziani di Hezbollah.

Cos’è successo in Siria oggi? Dopo 8 anni di guerra civile e 4 anni di ascesa e declino del califfato, la situazione in Siria sembra più instabile di prima. Il Paese è un crocevia diplomatico e un terreno di gioco della partita geopolitica tra Stati Uniti, Russia, Iran, Turchia, Israele e altri player minori. Eppure l’interesse da parte della politica internazionale e dei grandi media è meno prevalente rispetto a solo un anno fa. E di fatti da tenere sotto stretta sorveglianza ce ne sono. Come per esempio l’annuncio che le forze lealiste al Presidente Bachar al-Assad hanno aperto un corridoio umanitario per consentire alla popolazione civile di allontanarsi dalle città ancora controllate dai ribelli dell’opposizione al presidente. Il corridoio è stato aperto nei pressi del villaggio di Soran, nel nord della provincia di Hama, cuore della zona di Idlib. Siamo nella Siria nord occidentale ma anche nell’ultima roccaforte dei jihadisti e ribelli. Qui le forze governative sono riuscite a avanzare. I progressi dell’esercito di Assad preoccupano però i turchi. A Ankara seguono da vicino l’evolversi degli eventi. Il timore è che un esodo di civili in fuga dalle città dell’area di Idlib possa riversarsi oltre le frontiere della Turchia. C’è stato anche un incidente militare, sempre che di incidente si tratti. I militari siriani di Assad hanno aperto il fuoco contro un posto di osservazione militare turco vicino al confine. Non c’è stato alcun ferito, ma ce n’è abbastanza per alimentare una tensione palpabile da anni tra Ankara e Damasco. Il conflitto a fuoco arriva in un momento in cui il clima in Turchia è rovente per le proteste e scontro con i curdi nel sud est del Paese, vicino al confine siriano. Tre militari sono morti in scontri con miliziani curdi del Pkk, il partito messo fuorilegge e ritenuto terrorista dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Nei giorni scorsi in alcune città del sud est turco ci sono state manifestazioni sfociate in violenze dopo la destituzione da parte del governo di Ankara di tre sindaci ritenuti vicini al Pkk. Per ora il governo ha detto che non reagirà all’attacco contro i suoi posti di osservazione militare. Il confine turco rimane comunque una pietra rovente. Nei giorni scorsi, decine di raid russi hanno colpito le postazioni di ribelli e jihadisti nella zona di Idlib, al fine di coprire l’avanzata dei militari di Assad. I raid sono stati condotti sorvolando il confine turco.

Advertisements

Rispondi