Cosa succederà con l'Iran del presidente Raisi

L’Iran ha eletto il 19 giugno il presidente Ebrahim Raisi ed è già scontro con Joe Biden. Tra le prime dichiarazioni del neo-presidente iraniano c’è quella di non voler incontrare il presidente americano. Prima tolgono le sanzioni, ha detto Raisi. La risposta di Washington è arrivata quasi subito. Dalle Nazioni Unite, la portavoce della Casa Bianca ha detto che il presidente Raisi sarà chiamato a rispondere di violazioni dei diritti umani e che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di cercare un summit con il capo di Stato di Tehera,

Raisi è stato eletto con un’ampia maggioranza, circa il 61% dei voti ma con l’affluenza più bassa nella storia elettorale iraniana: solo il 48% è andato a votare. Il neo-presidente è sotto accusa per avere condannato a morte nel 1988 almeno 4000 prigionieri politici. Raisi è stato il procuratore generale dell’Iran per tanti anni ed è considerato un ultraconservatore formatosi alla scuola dell’Ayatollah Khomeini. A Teheran, come ha mostrato un servizio della Rai di Lucia Goracci, sono molti a non avere votato e a non volere commentare questo risultato elettorale. Segnale che il popolo iraniano è stanco di questa leadership politica conservatrice e che vorrebbe un cambiamento? Lo diranno i fatti.

Intanto, gli occhi della diplomazia sono puntati sui negoziati per il nucleare ripresi dopo l’elezione di Joe Biden a presidente degli Usa. Continueranno i colloqui dopo l’elezione di Raisi? Sulla carta tutti manifestano la volontà di proseguire ma tra il dire e il fare ora c’è di mezzo anche Raisi. Una complicazione in più nella già intricata vicenda nucleare. Per ora l’importante è portare a casa il risultato di un nuovo e revisionato accordo sull’energia  nucleare e scongiurare il rischio di una ripresa della corsa all’arma atomica. Qualcuno come Israele si sta mettendo in mezzo per indebolire la credibilità dell’Iran. Il nuovo governo di Gerusalemme ha infatti lanciato un allarme sostenendo che con Raisi le difficoltà nelle relazioni con l’Iran aumenteranno. In questo, i successori di Netanyahu hanno trovato la continuità con il loro predecessore.

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