Cosa succede in Mali. Londra invia i militari

Notiziario Estero – Londra invia militari. Scontri etnici, centinaia di morti, villaggi distrutti. Cosa succede in Mali?

Cosa succede in Mali? Nel Paese africano proseguono gli scontri etnici e tribali. Cento persone sarebbero rimaste uccise in un attacco avvenuto in un villaggio abitato dal gruppo etnico dei Dogon, nel Paese africano. L’aggressione è avventa a Sobame Da, vicino alla città di Sanga nella regione del Mopti.

(22 luglio) Il Regno Unito invierà 250 uomini in Mali. Gli inglesi parteciperanno alla Missione delle Nazioni Unite nel paese, Minusma. Per la Gran Bretagna: “In una delle regioni più povere e fragili del mondo è giusto sostenere alcune delle persone più vulnerabili del mondo e dare priorità ai nostri sforzi umanitari e di sicurezza nel Sahel”.  La missione Minusma, considerata la più mortale per i caschi blu, è stata lanciata nel 2013 dal Consiglio di sicurezza Onu per sostenere il processo politico di transizione e aiutare la stabilizzazione del Mali, precipitato nel caos il 21 marzo 2012, quando un colpo di Stato ha fatto cadere il presidente Amadou Toumani Toure, consentendo ai tuareg di conquistare il nord del paese e ai gruppi islamici, alcuni dei quali legati ad al Qaeda, di estendere la loro azione. L’intervento delle truppe francesi, nel 2013, ha impedito ai gruppi jihadisti di raggiungere la capitale Bamako. Ad oggi, tuttavia, intere zone nel nord del paese sfuggono ancora al controllo delle forze maliane e internazionali presenti nel paese, nonostante l’accordo di pace tra governo centrale e ribelli tuareg siglato nel giugno 2015.

(13 giugno) Il governo del Mali ha rimosso dal suo incarico il governatore della regione centrale di Mopti, Sidy Alassane Touré, dopo il massacro del 10 giugno scorso a Sobame Da.

(10 giugno) Secondo la BBC, i funzionari e gli addetti ai soccorsi del Paese africano stanno cercando di recuperare i corpi molti dei quali sono stati bruciati. L’attacco, ha spiegato il governo del Mali, è stato lanciato intorno alle 3 ora locale. Almeno 50 uomini, con armi pesanti, sono arrivati con motociclette e armi pesanti. Dopo avere circondato il villaggio hanno cominciato a sparare e ucciso chi tentava di fuggire. Nessuno è stato risparmiato: donne, bambini, anziani. Finora nessun gruppo ha rivendicato l’attentato.

Negli ultimi mesi ci sono stati numerosi morti causati da rappresaglie tribali e etniche. Molti altri attacchi hanno invece avuto una matrice islamica.

Gli scontri tra i due gruppi principali sono frequenti. Da una parte i cacciatori Dogon, dall’altra dai Fulani, pastori nomadi. I primi sono stanziali e vivono nel Paese da secoli. I secondi si spostano su lunghe distanze lungo la costa occidentale africana. I Fulani sono accusati di avere legami con gli islamici e con la rivolta nel Mali settentrionale nel 2012.

 

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