Cosa succede in Cile con la nuova Costituzione

I cileni hanno bocciato il testo costituzionale. Tutto quello che c’è da sapere

Il 61,9% dei cileni ha bocciato il progetto di Costituzione post-Pinochet. Il presidente cileno Gabriel Boric ha promesso che occorre adempiere alla volontà popolare espressa nel referendum del 2020. Ecco cos’è successo in Cile con la nuova Costituzione.


Perché il Cile ha votato per una nuova Costituzione?

Le proteste guidate dagli studenti nell’ottobre 2019 sono iniziate per l’aumento delle tariffe dei trasporti. Per mesi le manifestazioni sono continuate ingrandendosi sempre più fino a includere richieste più ampie di maggiore protezione sociale e uguaglianza nella nazione sudamericana. Decine di persone sono rimaste uccise e migliaia ferite nella successiva repressione statale.
Una delle richieste chiave emerse dalle proteste è stata quella di sostituire la costituzione che molti ritengono superata e illegale in quanto approvata sotto la dittatura militare di Augusto Pinochet.
Nell’ottobre 2020, i cileni hanno votato a stragrande maggioranza in un referendum per una nuova carta con quasi l’80% a favore.
Un corpo eletto di 154 persone ha iniziato a redigere la nuova carta che è stata poi inviata per l’approvazione al presidente Boric a luglio, dando ai cittadini due mesi per discutere la proposta prima del giorno del voto di domenica 4 settembre.


Cosa prevedeva il testo costituzionale?

La bozza di costituzione comprendeva 388 articoli che cambiano il sistema politico, le responsabilità sociali dello Stato ei diritti delle minoranze.
Secondo lo statuto proposto, un leader può essere eletto una volta consecutivamente mentre attualmente il presidente non può essere rieletto.
La costituzione, se approvata, garantirà anche adeguati diritti abitativi, la formazione di un sistema sanitario nazionale e maggiori benefici occupazionali. Anche gli enti statali e le società pubbliche, tra gli altri enti, devono aderire alla parità di genere.

La proposta ha dedicato un intero capitolo ai diritti ambientali che affermano “la natura ha diritti” e gli animali sono “soggetti di protezione speciale”. L’attuale costituzione ha un solo articolo relativo alla protezione dell’ambiente. Combattere il cambiamento climatico sarebbe un “dovere statale” così come proteggere la biodiversità, le specie autoctone e gli spazi naturali.
Ai gruppi indigeni sono garantiti i diritti sulle loro “terre, territori e risorse” nonché posti riservati negli organi di rappresentanza. La bozza di testo dice anche che gli indigeni devono essere consultati in questioni che riguardano i loro diritti. Secondo la proposta di statuto, ai gruppi indigeni sarà consentito un sistema giudiziario parallelo per svolgere i loro affari.


Qual è stata la reazione?

L’ex presidente del Cile ed ex capo delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha definito il progetto di costituzione un nuovo “contratto sociale” e ha sostenuto le riforme.
Figure di destra come il candidato alla presidenza del 2021 Jose Antonio Kast hanno condotto per mesi una campagna contro la proposta di statuto, mentre altri affermano che ripone troppa “fede cieca” nello stato per risolvere i problemi del paese ed è improbabile che porti stabilità alla pace.
I sondaggi della vigilia mostravano che la nuova costituzione sarà respinta dagli elettori.


Cosa succede ora?

Il 36enne presidente cileno Boric aveva detto che occorre avviare un nuovo iter costituzionale per ottemperare al referendum del 2020 nel caso in cui gli elettori avessero bocciato la Carta. La sera stessa della bocciatura da parte degli elettori cileni, Boric ha spiegato che il processo di revisione costituzionale andrà avanti. Nell’assemblea il presidente ha grande appoggio e ne fanno parte molti degli autori del nuovo testo costituzionale.

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