Cosa sappiamo dell’attentato contro i militari italiani in Iraq

Sono cinque i militari italiani rimasti feriti nell’attentato in Iraq. Cosa fanno e dove sono stanziate le forze armate italiane?

Cosa è successo e cosa sappiamo dell’attentato contro i militari italiani in Iraq? Questa mattina cinque soldati italiani sono stati feriti in un attentato nei pressi di Kirkuk, Siria settentrionale. La provincia è rizza di petrolio ed è contesa tra le autorità irachene di Baghdad e quelle curde di Erbil. I militari feriti sono 2 incursori del Nono Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” e 3 del Gruppo Operativo Incursori della Marina. Tre soldati sono in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita stando a quanto riportano le agenzie.

Le forze armate italiane si trovano in Iraq e nel Kurdistan (Ebril) per contribuire alla formazione e addestramento dell’esercito iracheno e delle forze di sicurezza curda che combattono contro l’Isis. Esistono, infatti, ancora sacche di resistenza e presenza di uomini dello Stato Islamico. L’Italia, si scrive sul sito del Ministero della Difesa, contribuisce alla lotta all’Isis partecipando all’operazione Prima Parthicam. E’ nell’ambito di questa operazione che avviene l’addestramento delle forze di sicurezza curde (a Ebril) e irachene (A Baghdad). Il governo italiano impiega circa 350 militari e 120 istruttori. I corsi che vengono svolti a favore dei peshmerga sono: formazione basica di fanteria; addestramento all’uso del sistema controcarro Folgore, addestramento all’uso dei mortai e dell’artiglieria, corso per tiratori scelti (snipering), primo soccorso, counter Ied.

Uomini delle forze armate speciali sono presenti anche a Kirkuk dove addestrano uomini delle forze irachene e curde.

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