Cosa sappiamo del primo incontro di alto livello tra Stati Uniti e Cina nell'era Biden

Pochi punti in comune e forte rivalità. Cos’è successo a Anchorage durante il primo incontro tra Stati Uniti e Cina.

L’unico risultato del primo incontro tra Stati Uniti e Cina dell’era Joe Biden è che c’è stato un incontro diplomatico. Nel summit di Anchorage, Alaska, le delegazioni di altissimo livello delle due prime economie al mondo hanno discusso per due giorni (18-19 marzo) sulle principali questioni di divisione. Il confronto segue il primo colloquio telefonico tra Biden e il presidente cinese Xi Jinping.

I colloqui – che Washington ha definito “duri e diretti”- non si sono conclusi con la rottura delle relazioni diplomatiche come qualcuno si aspettava alla vigilia. Piuttosto, il summit ha confermato la forte rivalità tra Washington e Pechino. Ha anche mostrato che non c’è molto terreno comune per rilanciare i rapporti che negli ultimi decenni sono sprofondati ai loro livelli più bassi.

Biden ha inviato in Alaska i suoi funzionari di più alto livello. Anthony Blinken, segretario di Stato, e Jack Sullivan, Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Pechino ha voluto a Anchorage Yang Jiechi e Wang Yi, due veterani della diplomazia con una lunga esperienza nelle questioni sino-americane.



Se Washington ha chiamato “duri” i colloqui tra Stati Uniti e Cina, Yang ha invece parlato di “dialogo costruttivo” in un’intervista al network televisivo cinese CGTN. Il top diplomatico di Pechino ha comunque ammesso che esistono ancora differenze.

La linea cinese l’ha spiegata lo stesso Yang. Pechino salvaguarda con forza la sovranità nazionale, la propria sicurezza e lo sviluppo. Dietro questi principi e diritti ci sono tutte le tensioni che riguardano la Cina. Taiwan, che Pechino considera una sua provincia, Hong Kong, lo Xinjiang, il Tibet e il Mar Cinese Meridionale. Un delegato cinese ha avvertito di non sottovalutare la determinazione di Pechino a difendere il principio di sovranità.

Nell’intervista rilasciata alla Reuters dopo i colloqui, il segretario di Stato Usa Blinken ha detto di non essere stupito della posizione difensiva della Cina. Nel corso del negoziato i diplomatici americani hanno accusato i cinesi di violazioni di diritti umani nello Xinjiang, Tibet, Hong Kong e di avere lanciato cyberattacchi su Taiwan.

Blinken però ha dichiarato anche una cosa simile a quella di Yang, il diplomatico cinese. Per il segretario di Stato Usa ci sono interessi convergenti su Iran, Corea del Nord, Afghanistan e cambiamenti climatici. Stati Uniti e Cina possono trovare un terreno comune per riallacciare le relazioni proprio partendo da questi aspetti.

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