Cosa prevede il piano di pace di Trump per Israele e Palestina

Cosa prevede l'accordo di pace di Trump per Israele e Palestina

I media internazionali dicono che il 2 marzo Trump dovrebbe rendere noto l’accordo del secolo, il piano di pace per Israele e Palestina.

Cosa prevede il piano di pace più volte annunciato da Donald Trump per Israele e Palestina. L’accordo del secolo, così lo ha chiamato lo stesso presidente Usa, ha creato attese nel mondo mediorientale, tra i governi e nelle sedi diplomatiche.

I rumor diffusi dalla stampa internazionale dicono che la Casa Bianca renderà noto il piano il 2 marzo. Prima delle nuove elezioni israeliane. E quando la corsa per le presidenziali americane entra nel vivo. L’accordo del secolo condizionerà il dibattito elettorale in entrambi i Paesi. L’annuncio ha dunque il sapore di un effetto sorpresa nelle campagne elettorali di Israele e Stati Uniti.

Se i media stabiliscono già una data, circolano anche le indiscrezioni sui contenuti del piano di pace per Israele e Palestina. Diversi media citano fonti ufficiali.

Ecco in sintesi cosa prevedono alcuni media.

I palestinesi riconoscono la sovranità di Israele sulla Valle del Giordano e sugli insediamenti della cosiddetta area C della West Bank (Cisgiordania). L’area C è quella parte di West Bank che secondo gli accordi di Oslo del 1994 è sotto sovranità israeliana. Alcune ipotesi prevedono anche il riconoscimento palestinese di Israele e di Gerusalemme come capitale israeliana a esclusione della zona est.

In cambio di questo, gli Stati Uniti riconoscono uno Stato palestinese “smilitarizzato”, che include il territorio della zona C libero da insediamenti israeliani, le zone A e B e quella di Gaza. La smilitarizzazione riguarderebbe anche la Striscia di Gaza: che vuole dire disarmo di Hamas, stop a finanziamenti al terrorismo,

Per ora la reazione a Ramallah, futura capitale dello Stato palestinese, è negativa. La dirigenza dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) ha respinto queste proposte. I punti salienti su cui i palestinesi non mollano sono tre: fine dell’occupazione israeliana, ritorno ai confini del 1967 (prima della guerra dei sei giorni n.d.r.), Gerusalemme est capitale dello Stato palestinese.

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