In Congo precipita elicottero Onu dopo scontri con ribelli

Morti gli otto soldati della missione Onu a bordo dell’elicottero precipitato nel Nord Kivu. Le autorità del Congo puntano il dito contro i ribelli del M23.

Nella Repubblica Democratica del Congo un elicottero dell’Onu è precipitato nel corso di scontri tra militari congolesi e ribelli del M23. A bordo c’erano otto militari della Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Congo. L’equipaggio era composto da sei soldati pakistani, un russo e un serbo. Sono stati portati all’ospedale di Goma. Il governo di Kinshasa accusa i miliziani del M23 di avere abbattuto il velivolo. I ribelli respingono l’accusa. L’equipaggio stava effettuando un volo di ricognizione nella regione del Nord Kivu, teatro degli scontri tra esercito e milizie. Nel Paese sono attivi oltre 100 gruppi armati. Tra questi c’è l’M23, come detto, ma non solo. Sono operative le Forze Democratiche Alleate (ADF), le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano (APCLS) e il Nduma Defense of Congo-Rénové (NDC-R). Tra queste le Adf sono forse le più sanguinarie. Il governo di Kinshasa ritiene che queste bande di miliziani siano responsabili dell’uccisione della metà dei civili. La situazione si è particolarmente aggravata nel 2021. Tanto che il presidente congolese Felix Tshisekedi ha dovuto dichiarare lo stato d’assedio nella regione del Nord Kivu.

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