Come l'Ue mette fine alla dipendenza dal gas russo

La Commissione Europea ha rivelato altri dettagli su come fermare la dipendenza da carburanti fossili russi.

Il 40% del gas europeo proviene dalla Russia. Il 27% del petrolio importato in Europa è russo. In totale sono 400 miliardi di euro che l’Unione Europea versa ogni anno ai colossi energetici di Vladimir Putin. Soldi con cui Mosca finanzia anche l’operazione militare, per usare un termine caro al presidente russo, in Ucraina.

Per questa ragione a Bruxelles si progetta di accelerare la conversione all’energia verde. Nel frattempo è prioritario investire anche nella realizzazione di oleodotti e gasdotti che ci colleghino ad altri Paesi.

Il REPowerEU strategy (ecco il testo del documento) è il progetto strategico sviluppato dalla Commissione Europea che prevede di ridurre la dipendenza dall’energia russa di due terzi entro il 2022. La road map europea ha l’obiettivo di affrancare l’Europa dall’energia russa entro il 2030.

La strategia della Commissione si focalizza su questi tre aspetti:
– migliorare l’efficienza energetica;
– aumentare l’uso di energie rinnovabili;
– garantirsi fornitori non russi di petrolio e gas;

Il REPowerEU strategy costerà 210 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

Risparmio energetico

La Commissione Europea scrive nel documento che il risparmio energetico è il modo più sicuro, economico e pulito per ridurre la dipendenza da combustibili russi. Il progetto è di accelerare la transizione da combustibili fossili che bruciano nelle caldaie a pompe elettriche di calore, strumenti che assorbono calore da acqua, terra e aria attorno a un edificio. Il piano Ue è ancora più ambizioso quando si tratta di ridurre il consumo energetico. Obiettivo di Bruxelles è un taglio del 13% del consumo attuale entro il 2013.

Più energia verde

Ci sono 113 miliardi di euro per un massiccio investimento nelle rinnovabili e in nuove infrastrutture all’idrogeno. La Commissione Europea sta lavorando per semplificare la normativa e promuovere la nascita di aziende solari e parchi eolici. Obiettivo è di avere il 45% di energia verde sul totale del fabbisogno energetico entro il 2030.

Più gas e infrastrutture petrolifere

Ci vorrà tempo per avere i futuri impianti solari e eolici. Nel frattempo per accelerare il distacco dai combustibili fossili russi, l’Ue sta investendo oltre 12 miliardi di euro per realizzare pipeline e gassificatori, questi ultimi necessari al trattamento del gas naturale liquefatto. Nuovi gasdotti e oleodotti, insieme ai gassificatori, consentiranno di migliorare l’accesso al gas e al petrolio di altri Paesi. In particolare da Nigeria, Israele e Egitto.

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