In CIna proteste a Shanghai e in altre città contro le misure anti Covid

Migliaia di cinesi sono scesi in strada per manifestare contro le misure restrittive anti-Covid imposte dal governo. Slogan contro Xi Jinping e la nomenclatura politica per la politica del Zero Covid.

In Cina cresce la protesta contro le nuove restrizioni per il Covid decise dalle autorità nazionali. A Shanghai, la più popolosa città cinese, a migliaia sono scesi nelle strade e ci sono stati scontri con la polizia. La metropoli ha 25 milioni di abitanti ed è stata in lockdown per due mesi la scorsa primavera. Gli studenti delle università di Pechino e Nanchino hanno manfestato nelle piazze, molte le proteste anche in altre città della Cina.

L’emittente britannica Bbc riporta che dalla piazza sono partiti slogan contro il presidente Xi Jinping, chiedendo le dimissioni, e il partito comunista cinese. Sono novità assolute e rischiose. Perché la messa in discussione del presidente e del partito comunista, possono portare a pene pesanti in Cina.

La Cnn scrive che i manifestanti cantano l’inno nazionale cinese e l’internazionale, canzone simbolo del movimento socialista globale. Il canale mediatico Usa scrive anche che la polizia ha adottato una linea di intervento più dura rispetto ai giorni scorsi quando sembrava ci fosse un approccio più soft.

Alcuni analisti, citati dal network britannico, sostengono che il governo cinese abbia fortemente sottovalutato il crescente discontento popolare verso la politica governativa del Zero Covid che prevede un ritorno al lockdown. A far scoppiare la scintilla è stato l’incendio in un appartamento della città di Urumqi, nello Xinjiang, dove sono morte 10 persone. Secondo i residenti, l’intervento dei vigili del fuoco sarebbe stato rallentato dalle misure restrittive anti-Covid. Le dinamiche sono naturalmente da accertare e sono in corso indagini.

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