Che fine ha fatto il negoziato tra Russia e Ucraina?

I round negoziali sono fermi ad aprile. Da allora si sa poco dei colloqui tra russi e ucraini. Che fine ha fatto il negoziato?

Quattro leader europei incontrano a Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al loro arrivo suonano le sirene d’allarme. Nello stesso tempo va in scena a San Pietroburgo il Forum economico internazionale organizzato dalla Russia. Vi partecipano solo paesi nell’orbita putiniana. Da qui il capo negoziatore russo rivela che il 15 aprile la delegazione russa ha consegnato a quella ucraina una bozza di accordo condiviso al 75% dai negoziatori di Russia e Ucraina. Nella stessa sede il capo delle milizie del Lugansk, regione separatista filorussa nel Donbass, dice che l’avanzata a Severodonetsk continuerà fino alla sconfitta delle forze ucraine. Interviene anche il solito Dmitry Medvedev, insultando alla sua maniera la visita a Kiev dei leader europei.

La visita che irrita Mosca

Vladimir Putin non ha gradito il viaggio a Kiev di Emmanuel Macron, Mario Draghi, Olaf Scholz e Klaus Iohanni. I leader di Francia, Italia, Germania e Romania hanno incontrato a Irpin, nei pressi della capitale ucraina, il presidente Zelensky. L’irritazione emerge dalle parole di Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo e panzer d’attacco verbale di Putin. Medvedev, che ha ricoperto i ruoli di presidente e primo ministro della Russia, ha sbeffeggiato gli europei definendoli esperti di rane (allusione a Macron), salsicce (Scholtz) e pasta (Draghi). Manca il riferimento al leader rumeno: poteva aggiungere sangue in onore di Dracula (nota di chi scrive).

Quello che preoccupa a Mosca è il messaggio che portano i leader europei: l’Ue è unita sull’Ucraina e Putin non è riuscito a dividerla come sperava succedesse. Inoltre hanno rassicurato Zelensky sull’ingresso nell’Ue. Un fallimento di calcolo ma anche uno smacco davanti ai russi che hanno visto un pezzo importante del mondo europeo portare solidarietà e aiuto all’Ucraina. Sono soprattutto le parole di Draghi a lasciare il segno se mai arriveranno a russi e loro popoli alleati. “Avete il mondo dalla vostra parte” ha detto il premier italiano.

Accordo condiviso al 75%

Mentre Zelensky incontrava la delegazione europea a Kiev, a poca distanza era in corso il Forum economico internazionale. Promosso dalla Russia a San Pietroburgo e rivolto ai Paesi alleati, il contest ha fatto emergere notizie interessanti. L’intervento del capo dei negoziatori russi con l’Ucraina, Vladimir Medinskij, ha rivelato che esiste un piano di pace condiviso al 75% da russi e ucraini.

Non si conoscono i dettagli dell’accordo ma il contesto non è favorevole. La battaglia per Severodonetsk continua e le milizie separatiste del Lugansk intendono “ripulire” la città dalle forze ucraine. Attualmente sono arrivati al cuore industriale, incluso lo stabilimento chimico di Atov dove si sono rifugiati molti civili. Da parte ucraina, il ministro della difesa Oleksiy Reznikov ha fatto sapere che il suo governo intende riprendersi i territori occupati dai russi inclusa la Crimea. Lo stato maggiore ucraino ha fatto sapere che i russi stanno avanzando anche in direzione di Backmut nel Donetsk. Segnali poco incoraggianti per gli esiti del negoziato.

Diplomazia Usa al lavoro per il negoziato

A Washington si lavora per il negoziato. I diplomatici degli Stati Uniti hanno colloqui continui con quelli di Kiev per trovare un accordo. Lo ha detto Jack Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale. Gli americani vogliono capire quali siano i margini di manovra per una soluzione del conflitto e fin dove possono spingersi le proposte diplomatiche. Il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca lavorano su quel 25% non condiviso dell’accordo di cui ha parlato il capo negoziatore russo.

La diplomazia Usa sta cercando di convincere il governo ucraino a cedere territori per mettere fine alla guerra? Al momento non ci sono dettagli in merito. Sullivan e Anthony Blinken potrebbero avere accolto la proposta di Henry Kissinger durante il World Economic Forum: rinunciare a territori in cambio del cessate il fuoco. La decisione finale spetta in ogni caso a Joe Biden.

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