Capire l'economia: cos'è la concorrenza

Uno dei concetti fondamentali da capire quando si studia l’economia è quello di concorrenza. Lo spieghiamo in parole semplici per chi sta preparando un esame universitario.

Cos’è la concorrenza? Per chi studia economia, capire il concetto di concorrenza è fondamentale. Non c’è manuale o corso universitario che non affronti questo tema, direttamente legato al mercato e al sistema degli scambi commerciali.

La concorrenza è definita come la rivalità tra imprese che competono per clienti e mercati. La teoria economica in generale si riferisce al termine per indicare un sistema di equilibrio perfetto tra imprese, cioè quello in cui nessun imprenditore prevale sull’altro. O, per essere più precisi: non esiste un’impresa così forte in grado di influenzare il prezzo di mercato di un prodotto. Non c’è, insomma, un operatore economico che detta legge- Questa situazione è definita concorrenza perfetta e appartiene a un mondo ideale difficilmente realizzabile.


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Si ha quindi concorrenza perfetta, citando un grande economista come Paul Samuelson, quando nessun agricoltore, imprenditore o lavoratore possieda una fetta di mercato tanto grande da potere influenzare il prezzo di quel mercato.

Concorrenza imperfetta

La realtà invece ci presenta un mondo economico di concorrenza imperfetta. Cosa significa? E’ la situazione in cui un venditore (o imprenditore) è così forte da poter influenzare il prezzo di un bene o servizio sul mercato. Siamo in una situazione opposta a quella precedente. Esistono agricoltori, imprenditori o lavoratori che possono produrre e vendere beni sul mercato in maniera così grande da influenzare il prezzo.

Con concorrenza imperfetta ci si riferisce a diversi scenari. Quello del monopolio o dell’oligopolio (conosciuto anche come concorrenza monopolistica).


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Monopolio

Il monopolio è quella condizione di mercato in cui un bene viene offerto solo da un’impresa. E’ una situazione molto rara. Perché significa che c’è un unico produttore di un bene e non c’è nessun altro che realizza quel prodotto o almeno un suo surrogato. Si parla in questi casi di monopolio puro, ma di difficile realizzazione. A questa condizione si avvicinavano una volta i concessionari di servizi (come la linea telefonica o il gas). Oggi con le liberalizzazioni anche in questo campo è difficile trovare situazioni di monopolio puro. Forse con i giganti del web ( si pensi a Google) ci si avvicina al monopolio vero e proprio.

Concorrenza monopolistica

La concorrenza monopolistica indica quella situazione in cui un certo numero di imprenditori vendono beni simili (come le auto per esempio) e ciascuno di loro è in grado di esercitare un’influenza e effetti sul prezzo. Oligopolio significa avere pochi venditori.

Esistono due tipi di oligopolio. Il primo è quello in cui esistono pochi produttori di un bene identico (pensiamo al mercato del petrolio o dell’acciaio). Il secondo è quello in cui ci sono pochi produttori di un bene differenziato (come nel caso delle automobili).

In entrambi i casi le dinamiche di controllo e influenza dei prezzi sono identiche. Il meccanismo è il seguente: nel primo tipo di oligopolio se l’acciaio prodotto dal signor A aumenta il suo prezzo rispetto all’acciaio del signor B, e la qualità è la stessa, i consumatori si sposteranno di più a comprare acciaio da B. Nel secondo tipo di oligopolio, se le auto prodotte da A non vanno bene, oppure aumenta il prezzo, i consumatori si sposteranno su quelle create da B se ritengono che funzionino meglio (anche se magari piacciono meno come modello).

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