Bob Dylan legge Clausewitz
Bob Dylan a New York nel 1963 (Foto Don Hunstein)

Cosa c’entra il folk-singer americano con il generale prussiano autore del celebre trattato sulla guerra? Dylan ha letto molto fin dagli inizi di carriera, incluso Clausewitz.

Bob Dylan ci stupisce e ci parla di Karl Von Clausewitz. Più si approfondisce la sua personalità e la sua storia personale, più vengono in superfice aspetti poco conosciuti del premio Nobel per la letteratura. Tra questi aspetti c’è la profonda passione per la lettura fin da giovane quando ancora cavalcava poco la scena musicale di New York.

A parlare di Clausewitz, celebre generale prussiano e simbolo della lotta a Napoleone, è proprio il menestrello. Nel suo libro Chonicles, il gigante americano spiega la sua passione per la lettura e di come leggesse in ogni momento che poteva della giornata.

A casa dell’amico newyorchese Ray. Dylan si fece una cultura letteraria, leggendo decine di libri dei più importanti autori internazionali. Da Puskin a Balzac, da Whitman a Elliot. E anche il barone Karl Von Clausewitz, autore del celebre trattato Della Guerra (1832), studiato ancora oggi nei corsi di politica internazionale e nelle accademie militari.

Cosa dice Bob Dylan di Clausewitz? Il cantautore statunitense definisce il generale prussiano come il più importante filosofo della guerra. Il principio fondamentale della sua teoria, spiega Dylan, è quello di schierarsi militarmente in un modo tale che il nemico capisca l’inutilità di combattere e deponga le armi. E’ quello che oggi si chiama dissuasione.

Il passaggio più importante dell’opera di Clasusewitz, prosegue Dylan, è quello sulla morale e politica. Il folk-singer racconta, strizzando l’occhio al prussiano, che la politica ha preso il posto della morale. Da qui l’analisi tutta dylaniana che non c’è alcun ordinamento morale. Perché la politica non ha nulla a che vedere con la morale. La politica ordina cosa devi fare, e va fatto quello che dice. Clausewitz, scrive Dylan, è a modo suo u profeta. Uno si prende un po’ meno sul serio dopo avere letto Clausewitz scrive il Bob più famoso d’America o nel mondo.

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