Assad verso offensiva di terra su Aleppo. Usa: pronti a mezzi non diplomatici

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Aleppo è il simbolo della resistenza ad Assad. La sua caduta significa indebolimento delle forze ribelli

Le forze siriane fedeli al presidente Bachar al-Assad stanno per scatenare la più massiccia offensiva di terra sulla città di Aleppo. Si tratta dell’operazione militare più consistente dalla fine della tregua in Siria. L’attacco contro i ribelli di Aleppo ha l’appoggio dei militari russi.

Dura la reazione degli Stati Uniti che minacciano il ricorso anche a “opzioni non diplomatiche”. Lo riferisce un portavoce del Pentagono. A dare man forte a questa posizione è intervenuto da New York anche John Kerry, il segretario di stato americano, che minaccia di tagliare tutti i contatti con la Russia sulla Siria a meno che i bombardamenti di Aleppo non finiscano.

John Kerry lo ha detto al ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Kerry ha spiegato che gli Stati Uniti considereranno la Russia responsabile della distruzione e dei bombardamenti sulla città. Per tutta risposta, il vice-ambasciatore russo all’Onu ha detto che deve finire questa tendenza a incolpare la Russia per gli attacchi sulla Siria.

Ad ogni modo, Mosca ha fatto sapere che manderà i propri diplomatici a Ginevra per riprendere i colloqui sulla Siria.

Secondo la Tv araba Al Jazira, che cita testimoni a Aleppo, le truppe militari del governo di Damasco si stanno ammassando fuori città per lanciare una vasta operazione di terra. I ribelli, riferisce la stessa tv, si stanno organizzando per la battaglia all’interno della zona orientale, la parte di Aleppo che ancora controllano.

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