In Sudan ancora un colpo di Stato

Non c’è pace per il Sudan. I militari mettono a segno un altro colpo di Stato e spazzano via le speranze di una transizione verso la democrazia.

Dopo mesi di tensione continua tra le fazioni civili e militari del governo sudanese, le forze armate hanno preso il potere con un colpo di Stato. L’esercito del Sudan ha dichiarato lo Stato di emergenza, ha sciolto il governo di conciliazione, ha arrestato molti leader politici tra i quali il primo ministro Abdallah Hamdok. Il premier è stato trasportato in una località sconosciuta. Il 27 ottobre si è appreso che il premier è stato rilasciato.

A guidare il golpe è stato il generale Abdel Fattah al-Burhan. E’ il secondo colpo di Stato nel giro di un mese. A settembre, le tensioni tra le parti civili e militari del governo di conciliazione nazionale hanno quasi causato un golpe. Le speranze di una transizione alla democrazia sono state spazzate via dalla presa del potere da parte dell’esercito.

Gli Stati Uniti hanno negato di essere stati a conoscenza in anticipo del colpo di Stato. Il fatto che l’assalto al potere da parte dei militari sia avvenuto pochi giorni dopo la visita in Sudan dell’inviato Usa per il Corno d’Africa, Jeffrey Feltman, che si era incontrato con le parti civili e militari del governo, ha suscitato il sospetto che Washington fosse a conoscenza della preparazione del golpe.

Gli Stati Uniti hanno sospeso immediatamente gli aiuti al Sudan dopo la notizia del colpo di Stato. Così come ha fatto il 28 ottobre la Banca Mondiale.

Intanto ci sono le prime vittime. Gli scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti che protestano contro il colpo di Stato militare hanno già causato 3 morti.

Secondo quanto riferito dal network al-Jazeera, i manifestanti hanno costruito barricate nelle strade e si sono sentiti colpi di arma da fuoco durante gli scontri con le forze di sicurezza sudanesi. Inoltre, le notizie che arrivano dal Sudan raccontano di 7 morti e oltre 140 feriti dopo essere stati colpiti dalle forze armate durante le proteste.

I sindacati delle compagnie petrolifere statali del Sudan hanno dichiarato uno sciopero per protestare contro il colpo di Stato militare che ha portato all’estromissione del premier Abdalla Hamdok e allo scioglimento delle autorità di transizione.

Intanto, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità il governo civile del Sudan.

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