Dopo la realizzazione di un muro per fermare l’ingresso illegale di migranti dalla Bielorussia, la Polonia dichiara lo stato di emergenza.

Non solo il muro. La Polonia ha dichiarato lo stato di emergenza alla frontiera bielorussa con l’intento di bloccare il flusso irregolare di migranti. Il governo di Varsavia accusa quello di Minsk e il suo presidente Alexander Lukashenko di utilizzare l’ondata migratoria come “arma ibrida” in risposta alle sanzioni imposte dall’Unione Europea. Anche Bruxelles e gli altri Paesi confinanti con la Bielorussia sostengono la medesima accusa. La Lituania e la Lettonia hanno già preso misure simili a quelle polacche per fermare il flusso di migranti.

Dopo la Lituania anche la Polonia costruisce il suo muro al confine con la Bielorussia. A Varsavia hanno deciso di installare una recinzione al confine bielorusso per fermare quella che i paesi baltici definiscono la migrazione di ritorsione incoraggiata da Minsk a seguito delle sanzioni imposte dall’Ue alla Bielorussia. Lo riporta la Bbc che scrive anche di come i 4 Stati baltici (Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia) abbiamo fatto appello all’Onu per intervenire nella disputa sul l’immigrazione sostenuta dalla Bielorussia.

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