A quanto ammontano i tassi sui mutui nei principali paesi dell’Europa

A quanto ammontano i tassi sui mutui nei principali paesi dell’Europa
Foto di Gerd Altmann da Pixabay
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Il mutuo è un finanziamento che consente anche a chi non dispone di liquidità sufficiente di acquistare un’abitazione. Il denaro ricevuto viene restituito, come avviene per qualsiasi tipo di finanziamento, tramite rate composte da una quota di capitale e la restante parte di interessi.

L’ammontare degli interessi viene calcolato a partire dal tasso applicato, il quale può essere fisso, ossia stabile per tutta la durata del finanziamento, oppure variabile. In questo secondo caso, l’ammontare delle rate potrà aumentare o diminuire.

I tassi sui mutui, calcolati tenendo conto del tasso di riferimento – Eurirs nel caso del tasso fisso ed Euribor e BCE per quello variabile – e dello spread, non sono uguali in tutta Europa, ma variano, anche notevolmente, da Stato a Stato.

Mutui: tassi d’interesse in Europa secondo Unimpresa

Secondo i dati forniti dal Centro Studi di Unimpresa, elaborati da quelli della Banca Centrale Europea, nel 2023 l’Italia ha fatto registrare sui mutui i tassi più alti tra quelli offerti dai principali Paesi europei.

Nello specifico, mentre nel nostro Paese il tasso medio era pari a 4,23%, in Francia risultava essere del 2,88%, inferiore di ben 135 punti. Molto più vicino quello del Portogallo (4,14%, con soli 9 punti di differenza) e a metà strada quelli di Austria (3,86%, con 37 punti in meno) e Germania e Spagna (entrambe con tassi del 3,71%, 52 punti di differenza). Diversa la situazione nel 2022, quando il tasso medio italiano (3,34%) era inferiore rispetto a quello della Germania (3,52%).

Andando ancora più indietro e analizzando i dati del 2021, dunque antecedenti la stretta monetaria sui Paesi dell’UE, troviamo un quadro generale molto più omogeneo, con tassi pari all’1,40% per l’Italia, al 1,38% per la Spagna, all’1,32% per la Germania, all’1,10% per la Francia e addirittura allo 0,80% per il Portogallo.

Mutui tasso fisso e tasso variabile: cosa cambia e quale scegliere per comprare casa in Italia

Chi desidera sottoscrivere un mutuo nel 2024 si trova, in linea generale, a dover fare i conti con dei tassi di interesse molto elevati rispetto a quelli offerti nel 2021. Ciononostante, scegliendo con attenzione la banca e valutando varie offerte, è possibile individuare promozioni vantaggiose a tassi più contenuti.

Il dubbio principale riguarda il tipo di tasso: meglio optare per il tasso fisso o per quello variabile? In realtà, non esiste una tipologia di tasso di interesse migliore di un’altra. Entrambe possono offrire vantaggi per una determinata tipologia di utenza. Ad esempio, il tasso fisso consente di non avere sorprese e di sapere fin da subito quanto si dovrà pagare ogni mese, ma, allo stesso tempo, non permette di sfruttare eventuali andamenti positivi dei tassi d’interesse di riferimento; il tasso variabile permette invece di sfruttare le oscillazioni positive, le quali vanno a ridurre l’ammontare delle rate, ma, in caso di andamento negativo, portano a un aumento della somma da corrispondere ogni mese.

La scelta deve dunque essere effettuata, con l’aiuto di un consulente, tenendo conto della propria propensione al rischio e della stabilità finanziaria sulla quale si può contare sul lungo periodo.

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