Capire la storia: cos’è l’accordo anglo-russo sulla Persia del 1907

Per la rassegna Capire la Storia delle relazioni internazionali, affrontiamo l’accordo anglo-russo sulla Persia del 1907 che contribuì a cambiare il quadro delle alleanze tra potenze.

All’inizio del XX secolo la Persia (l’attuale Iran) è contesa da Gran Bretagna e Russia. Il territorio entra nel grande gioco diplomatico che contrappone le potenze europee. Con l’accordo anglo-russo del 31 agosto 1907, il governo britannico e quello russo si spartiscono, tra le altre cose, le zone d’influenza nel territorio persiano, pur riconoscendo l’indipendenza. Lo Scià Mohammad Alì Qajar mantiene formalmente il potere e l’indipendenza. E’ un’autonomia che ricorda un contratto a termine. Il leader persiano governa in realtà con le pistole di San Pietroburgo e di Londra puntate alla tempia.


Il contesto storico dell’accordo anglo-russo sulla Persia nel 1907

L’intesa è il risultato delle tensioni europee. Nel vecchio continente è in corso il duello a distanza tra Gran Bretagna e Germania per il predominio.

Londra guarda con attenzione alla nascente collaborazione franco-russa. Nel 1892 Parigi e San Pietroburgo hanno firmato una convenzione militare che qualche anno dopo si concretizza in una vera alleanza a scopo difensivo.

Conosciuto anche come entente anglo-russa, il patto mirava alla spartizione in zone d’influenza dell’Asia, in Tibet, Afghanistan, Persia e Dardanelli.

La Gran Bretagna dovrebbe plaudire all’iniziativa diplomatica perché accerchia la Germania. In realtà al Foreign Office, il ministero degli esteri britannico, sono preoccupati della possibile cooperazione tra le due potenze perché può minacciare l’egemonia britannica.

La Francia sta sfidando l’impero vittoriano in Africa e Asia. Nel 1898 l’episodio di Fascioda lungo l’alto Nilo porta quasi a uno scontro tra un contingente inglese e francese. Parigi minaccia gli interessi britannici nel Mediterraneo e tenta di estendere la sua influenza sull’Egitto grazie ai propri capitali, investiti in prevalenza sul Canale di Suez.

La Russia potenzia la sua influenza in Asia minore. Lo zar ha inviato i militari in Afghanistan e da lì potrebbe minacciare l’India, la perla dell’impero britannico.

Pietroburgo in realtà ha un altro grande obiettivo. Lo zar vuole il controllo della Persia e ottenere le concessioni per realizzare una ferrovia collegando l’impero fino al mare. Per Londra è una minaccia perché i russi sarebbero troppo vicini all’India e potrebbero tentare di estendere la loro influenza nella sua colonia più importante.

Questa competizione “asiatica” tra inglesi e russi è incentivata dai tedeschi. A Berlino sono preoccupati dell’accerchiamento franco-russo e temono che la Gran Bretagna approfitti della situazione per mettere ancora più nell’angolo il regno tedesco. Il calcolo politico del Kaiser Guglielmo II è quindi quello di innescare tensione tra i britannici, da un lato, e russi e francesi dall’altro. L’occasione ghiotta la offre la corsa all’imperialismo extra-europeo. Alta tensione tra Londra e Francia in Africa. Profonda crisi tra Gran Bretagna e Russia in Asia. La sconfitta russa nella guerra con il Giappone nel 1905 è accolta positivamente a Berlino. Così come a Londra dove però inquieta la distruzione della flotta russa perché ora quella tedesca è la terza flotta d’Europa dopo Gran Bretagna e Francia.


Cos’è l’accordo tra Gran Bretagna e Russia del 1907

Inglesi e russi trovano invece un’intesa sulla Persia che accontenta, provvisoriamente, i loro interessi nazionali. Lo fanno con l’accordo del 31 agosto 1907. Conosciuto anche come entente anglo-russa, il patto mirava alla spartizione in zone d’influenza dell’Asia, in Tibet, Afghanistan, Persia e Dardanelli. In Persia inglesi e russi definiscono le reciproche zone di influenza. La Russia ottiene concessioni ferroviarie e lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo nella parte nord del Paese, incluse le regioni di Teheran e Isfahal. La Gran Bretagna si occupa della parte sud-orientale del Paese, nella regione arida del Sistal e del Belucistan. Non è un gran beneficio in termini di risorse e giacimenti naturali, ma consente al governo londinese di impedire l’estensione russa fino al Golfo e fino ai confini dell’India.


Perché è importante l’entente anglo-russa

La politica tedesca di indirizzare fuori d’Europa potenze come Francia e Russia si rivelò un boomerang. La cancelleria tedesca non era nuova a questa strategia. Lo fece già Otto von Bismarck nel ventennio tra il 1870-90l(spiego qui la diplomazia del periodo). Anche in quel caso il cancelliere Bismarck ebbe ripercussioni in Europa dalla competizione coloniale che lui stesso aveva incentivato. Come dimostrò il Congresso di Berlino del 1885. L’architetto della diplomazia europea riuscì comunque a tenere in mano il timone. Ma nel 1907 il ministro degli esteri tedesco Bernhard von Bulow non era Bismarck. E alla diplomazia tedesca sfuggì di mano quel timone. Così l’accordo anglo-russo sulla Persia contribuì a favorire la nascita della Triplice Intesa che sconfiggerà i tedeschi nella prima guerra mondiale. L’accordo anglo-russo fu infatti un altro anello di congiunzione del riallineamento trilaterale tra Gran Bretagna, Francia e Russia che proprio in quegli anni si consolida e rimane salda fino agli accordi di Brest Litovsk del 1918. Prima c’era stata la già citata convenzione militare franco-russa del 1892, poi trasformata in alleanza nel 1902; l’entente cordiale anglo-francese dell’8 aprile 1904. E la Germania subiva l’accerchiamento, che aveva rappresentato per il Barone Bismarck la grande sindrome che aveva ispirato tutta la sua politica.

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