Cinque cose sugli accordi di pace tra Israele e monarchie del Golfo

Cinque cose che spiegano l'importanza degli accordi di pace tra Israele, Emirati e Barhein

Perché gli accordi di Abramo sono così importanti in Medio Oriente? Ecco cinque cose che lo spiegano.

Il Medio Oriente cambia volto con interventi di restyling diplomatico inimmaginabili qualche anno fa. Gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo di pace con Israele lo scorso 14 agosto. Poi l’annuncio della firma di un altro accordo di pace tra israeliani e Barhein. Tutto sotto l’ombrello degli Stati Uniti di Donald Trump. Il presidente americano ha adesso materiale da vendere in campagna elettorale. Il rivale Joe Biden avrà vita difficile a attaccarlo sulla politica estera. Perché il piano di Trump sul Medio Oriente inizia a dare i suoi frutti.

Perché è così importante questa politica diplomatica Usa sugli “strani accordi” che avvicinano Tel Aviv alle principali capitali della regione del Golfo?

Ecco cinque cose che spiegano l’importanza dell’intesa tra Israele e monarchie del Golfo.

1. Gli stati del Golfo vedono grandi opportunità commerciali

Gli Emirati, guidati da leadership ambiziose, sono emersi come potenza militare regionale ma anche territorio per fare affari e per il turismo. La BBC spiega che probabilmente gli Stati Uniti hanno promesso la fornitura di armamenti avanzati in cambio della firma dell’accordo. Come i sofisticati F-35 stealth da combattimento.

Gli Emirati Arabi Uniti sono intervenuti in conflitti regionali con i propri militari come in Yemen e in Libia. La loro minaccia maggiore viene dall’Iran. Duabi e Abu Dabhi condividono con Israele e Usa la sfiducia verso l’Iran. La stessa cosa la pensa il Barhein. Ad ogni modo entrambe le monarchie del Golfo guardano alle opportunità commerciali e economiche. Perché Israele ha una delle industrie tech più avanzate al mondo. I due Paesi saranno inoltre attrattivi in tempi futuri post-Covid per i turisti israeliani. Le spiagge, i deserti e le bellezze naturalistiche potranno diventare meta di vacanze.

2. Israele alleggerisce il suo isolamento regionale

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è da sempre un sostenitore della teoria del “muro di ferro” tra Stato ebreo e arabi. Il principio risale agli anni ’20 del secolo scorso. Si fonda sull’idea che biosgna tener duro e alla fine gli arabi comprenderanno che l’unica scelta è quella di riconoscere l’esistenza di Israele. Al governo israeliano non piace il fatto di essere sempre isolati in Medio Oriente. I due accordi di pace storici, quello con l’Egitto e con la Giordania, non sono mai decollati del tutto e hanno creato in certe fasi storiche un clima da guerra fredda. Le intese firmate con Emirati e Barhein offrono agli israeliani una via d’uscita dall’isolamento regionale e un fronte comune contro l’Iran.

3. Donald Trump fa un colpo da maestro in politica estera

Il presidente degli Stati Uniti porta a casa risultati importanti. In primo luogo mostra che la sua strategia di “pressione massima” sull’Iran funziona e va avanti. In secondo luogo qualunque beneficio verso Israele rafforza la stima e il consenso degli elettori evangelici cristiani americani, il nocciolo della sua base elettorale. Infine, gli “accordi di Abramo, come vengono chiamati i trattati firmati con Emirati Arabi Uniti e Barhein, cambiano gli equilibri di potenza regionali. E vengono presentati dall’amministrazione Trump come un colpo da maestro della politica estera Usa. E fa niente se l’Accordo del Secolo per il Medio Oriente è ancora ai nastri di partenza.

4. La frustrazione palestinese

I palestinesi si sentono traditi. Perché gli accordi di Abramo rompono quel patto sottinteso del consensus arabo. La concezione, cioè, che qualsiasi normalizzazione delle relazioni con Israele passi dall’indipendenza della Palestina. Invece ora Israele formalizza relazioni con le monarchie del Golfo, mentre i palestinesi vivono ancora sotto assedio e occupazione israeliana a Gerusalemme Est, in Cisgiordania e a Gaza. Gli Emirati hanno detto che il prezzo per la firma dell’accordo è lo stop all’annessione di gran parte della Cisgiordania. Netanyahu sembra sentirci poco su questa questione e sta ricevendo un pressing internazionale. Il nervosismo palestinese è aumentato ancora dopo l’annuncio che anche il Barhein avrebbe firmato un accordo di pace. L’Arabia Saudita sicuramente ha approvato la firma degli accordi. Tuttavia, è difficile pensare che Riad possa riconoscere Israele dato il suo ruolo storico di custode dei luoghi sacri dell’Islam.

5. L’Iran ha un nuovo problema

Gli accordi di Abramo aumentano le difficoltà per l’Iran. Teheran ha condannato fin da subito la firma di queste intese. Non solo l’Iran ha gravi problemi economici causati anche dalle sanzioni americane. Il governo degli Ayatollah affronta adesso anche una difficoltà strategica regionale. Gli ayatollah guardano con preoccupazione a questo accordo in cui il collante principale sembra essere l’alleanza anti-iraniana. Se poi le basi aeree israeliane sono a una distanza di volo abbastanza lunga dall’Iran, quelle degli Emirati sono molto vicine. E Stati Uniti, Israele, Barhein potrebbero scegliere l’opzione di attaccare siti nucleari iraniani con raid aerei.

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