Il running aiuta lo studio. Il benessere di spegnere la mente

Il running fa bene allo studio

La corsa fa bene alla salute fisica e allo spirito. Ma non solo. Il running fa bene anche allo studio, spegnendo la mente.

Ricordate il vecchio slogan di un famoso brand sportivo americano che recitava: “Turn off your mind”? Spegni la tua mente. A sfondo dell’immagine, uomini e donne che fanno running. Con abbigliamento e scarpe rigorosamente griffate con il brand.

Il messaggio pubblicitario era allora, siamo nella seconda metà degli anni ’90, di una efficacia straordinaria. Con semplicità l’azienda ti diceva che quando corri e ti alleni, naturalmente con il loro abbigliamento sportivo, spegni il tuo cervello e stai bene. Il benessere, o well-being per essere trendy, richiede di staccare la spina cerebrale e lasciare che il tuo corpo faccia il resto. E’ uno “stacco” nel senso positivo del termine. Chi studia, o chi è sottoposto a intensi turni di lavoro, comprende benissimo.


I benefici del running sullo studio

La corsa fa riposare la mente e fa bene allo studio. Numerosi studi scientifici e medici spiegano come il binomio corsa-studio sia perfetto. Il movimento è l’arma ideale per rilassare corpo e testa dopo una performance di lezioni e studio.

Lo sanno bene studenti universitari e delle scuole superiori. Chiunque abbia provato la corsetta serale o del tardo pomeriggio dopo una maratona sui libri conosce la sensazione di rilassatezza e benessere. Jogging e doccia e poi riprendere a studiare. Vi sentite più concentrati e determinati. E state bene. Provare per credere.

Sempre più esperti dicono che correre e fare comunque attività sportiva migliora i rendimenti nello studio. E anche nel mondo del lavoro e delle grandi aziende si fa strada la cultura della corsa. In alcune multinazionali, per esempio, i manager sono incentivati a correre o a partecipare a qualche maratona, o mezzamaratona. Uno di questi, che chiamiamo Jack per garantire l’anonimato, racconta come in una nota azienda farmaceutica milanese venga incentivato l’allenamento e la corsa anche nel mezzo dell’attività lavorativa. I benefici, a quanto pare, sono enormi.


Running, autostima e fiducia in se stessi

Correre dà serenità e fa recuperare le forze. Dà concentrazione, fiducia in sé e autostima. E non si tratta solo di una questione di km macinati. A volte ne bastano pochi. E’ una questione di sentire le vibrazioni del proprio corpo. All’inizio si fatica di più. Ma poi è il corpo che ti domanda di correre, quasi fosse in astinenza. Correre vi libera dalle tossine e dalle energie negative accumulate nel corso della giornata. Dopo una seduta di allenamento, torna il buon umore. Perché la corsa deve essere un divertimento. Molti runner raccontano come si sentano più leggeri, migliorino il riposo notturno e il sonno, sono più rilassati e concentrati.

“Fin dai tempi dell’Università – racconta Bill con una laurea a Berkley- ho pensato che la corsa aumentasse la mia concentrazione. E oggi sono convinto ancora che funziona”. Dalle strade di San Francisco a quelle di Milano il discorso non cambia. Matteo, runner 50enne e studi in Scienze Politiche, ricorda che i periodi in cui si allenava con maggiore frequenza, erano quelli in cui otteneva risultati e rendimenti maggiori negli esami universitari.

Il bello della corsa è che si può andare ovunque. In città, in campagna, nei sentieri tra i boschi, in montagna. Ciascuno sceglie l’ambiente in cui ha sensazioni migliori. C’è chi preferisce le sensazioni e emozioni della corsa in solitaria in collina o campagna. La fatica della salita è compensata dal paesaggio naturalistico.

In città si corre e ci si sente parti di una comunità. Oppure dentro un romanzo o un film. Provate correre a New York quando si potrà tornare a viaggiare. Chi non pensa, attraversando Central Park o la quinta strada, ai tanti film o romanzi americani? Oppure attraversate di corsa Parigi di notte. Non c’è niente che dà sensazioni più belle di correre di notte nel cuore di una città. Fare running nel silenzio della città che spegne i suoi rumori e si appresta a dormire è tra le emozioni più belle. E ha i suoi effetti positivi sullo studio e la concentrazione.

Ma quanto bisogna correre? Non c’è un limite. Ognuno corre in base alle proprie capacità e resistenze. Però uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Reports riporta che almeno 15 minuti al giorno danno già i suoi effetti.


Running e tecnologia

Oggi ci sono le nuove tecnologie che aiutano a migliorare il rapporto corsa-studio.

Ecco alcune che sono tra le più rilevanti.

Runkeeper è la app della Asics. Potete scaricarla gratuitamente dagli store della Apple e degli smartphone Android. Ha anche una serie di servizi a pagamento. Attualmente è usata da oltre 30 milioni di utenti nel mondo. Ha una funzione che permette di ascoltare musica da Spotify mentre si corre. Chi si vuole fare del male può anche caricare lezioni universitarie e ripassarle durante il jogging. Tutto il contrario di spegnere la mente. C’è una scuola di pensiero che ritiene che ascoltarsi mentre si ripete a voce alta una lezione sia molto efficace. Quindi quale occasione migliore di farlo durante la corsa? I runner di buon livello sono di certo inorriditi dalla prospettiva di correre con una cuffia. Impossibile per loro mantenere i tempi di andatura.

Nike running è l’ultima trovata della tecnologia per podisti. Perfettamente integrata con Spotify, la app consente di elaborare tabelle di marcia e adattarci i propri gusti musicali. Per un fondo a passo veloce puoi scegliere per esempio il rock. Interessante la funzione Pace Stations, che consente di scegliere l’artista e i km da percorrere. La app fa tutto il resto.

Adidas running è una bomba. Più adatta a chi va spedito sulle due gambe e non ha tempo di ascoltare musica. Una vera app all’insegna del turn off your mind. Anche perché chi corre sul serio la mente la deve spegnere davvero. Dotata di numerose funzioni, inclusi programmi di allenamento sofisticati, è stimolante per chi interrompe di una mezz’ora lo studio e poi si rimette sui libri.


I runner imparano di più

Uno studio fatto dall’Università di Scienze Applicate dell’Austria ha mostrato come i runner ricordino e apprendino le cose più di chi fa vita sedentaria. Hanno fatto memorizzare a un nucleo di persone alcune cose come parole in tedesco e turco, strade su una mappa geografica, ecc. Poi hanno diviso in tre gruppi le persone. Un gruppo è andato a correre, uno a giocare al computer e uno a fare una passeggiata. Poi hanno richiesto quanto memorizzato prima a ciascun gruppo. Indovinate qual è che ha ricordato tutto e quale non ricordava più niente. Più corsa quindi è uguale a mente più elastica e preparata per lo studio.

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