Il vademecum di 5 punti per scrivere un post efficace

Vademecum di 5 punti per scrivere un post efficace

Come scrivere per un blog o un magazine online? La domanda ritorna di frequente nel web. Come si fa a scrivere un post efficace che porta tante visite?

Come scrivere per un blog o un magazine online? La domanda ritorna di frequente nel web. Come si fa a scrivere un post efficace che porta tante visite? Qual è l’obiettivo che devo darmi per il mio articolo, quanti click insomma voglio avere da quel pezzo che ho scritto con impegno?

Torno quindi su un argomento battuto e ribattuto. Lo faccio con la consapevolezza di non dire nulla, a tanti lettori, di particolarmente innovativo in termini di strategie che già non abbiano letto in rete.

Voglio però dare un approccio che mi piace definire come originale. Il principio di fondo che guida questo post è quello di fregarsene dei motori di ricerca, dei social, del Seo e ogni altra diavoleria legata al web.

Lo spiego meglio con una frase di Warren Buffett, il miliardario americano re della finanza: “Non dobbiamo lavorare per i soldi, ma sono i soldi che devono lavorare per noi”. Trasportato nel mondo di internet potrebbe diventare che non dobbiamo lavorare per i motori di ricerca, social e altro, ma sono questi ultimi a dovere lavorare per noi.

Con questa premessa, ecco dunque un vademecum di 5 punti da seguire per scrivere buoni articoli per l’online e avere un traffico dignitoso di visite.


Vademecum

Ecco i 5 punti da seguire per fare un post efficace.

  • Titolo: è la parte più difficile da scegliere. Il titolo è quello che cattura il lettore. Che convince l’internauta a cliccare il nostro articolo. Spesso molti sottovalutano il titolo e ne creano uno velocemente senza riflettere sulla sua importanza. Il consiglio è quello dell’originalità. Il titolo a effetto è la cosa migliore e efficace. Originalità vuole dire che il contenuto del titolo deve essere diverso da quelli standard usati per il medesimo argomento. Se Cina e India si sparano lungo il confine a 3000 metri d’altezza, evitiamo di intitolare con Cina e India alta tensione, oppure Scontro Nuova Delhi e Pechino. Li avranno già usati in tanti. Proviamo invece Cime Tempestose: crisi di nervi a 3000 metri. E’ un modo per incuriosire e appassionare. Il potere della parola è fortissimo.
  • Contenuto: non inseguire ogni news ma dai una logica ai tuoi post. Certo ci sono notizie, anche brevi, che vanno riprese, ma con molta moderazione. Il post va costruito con semplicità. Va privilegiato un testo a punti che spieghi con chiarezza l’argomento trattato. Oppure con sottotitoli. Il pezzo giornalistico classico va limitato a pochi post. Ma bisogna costruire una story-telling come si deve. I lettori amano trovare una storia. Coinvolgente e appassionante. Per un buon contenuto occorre sempre avere in mente per chi si sta scrivendo il post. Qual è il pubblico di lettori a cui ci si rivolge? Su Notiziario Estero scrivo anche articoli di politica e storia internazionale. Lo faccio rivolgendomi a un pubblico giovane come studenti universitari oppure appassionati che fanno fatica a seguire accademici e luminari della materia. Di certo non ho la pretesa di scrivere per loro, che ne sanno molto più di me. Ma c’è un popolo di lettori che fatica a seguire gli articoli tecnici magari in inglese. Allora riprendiamo dalla stampa estera alcuni concetti e li elaboriamo in modo da spiegare qual è il dibattito in corso nel mondo sulle tematiche di politica internazionale. Infine essere sempre primi sulla notizia. E se è impossibile (come quasi sempre) concentrarsi su analisi o particolari di una notizia e di un argomento per farlo apparire originale. Con l’analisi e l’elaborazione, se ben raccontate, si può essere sempre i primi.
  • Lasciare perdere i motori di ricerca, i social e ogni altro criterio tecnologico che limita le nostre capacità di scrittura e di comunicazione. Su Notiziario Estero ho iniziato a fregarmene dei motori di ricerca, dei social e del linguaggio Seo. Certo non li trascuro, ma non divento matto se il pallino verde di Yoast Seo non arriva. Anzi, da quando ho cominciato a riscrivere come mi piace e con il mio stile, mi sento meglio, più me stesso, ho ritrovato il piacere della scrittura senza i paletti da catena di montaggio di Google & c, e ho pure migliorato le mie performance di visibilità e di traffico sul sito. Anche sotto questo aspetto mi piace rilevare le incongruenze dei diversi misuratori di click. Su Notiziario Estero ho wp-statistics, jetpack, Google Analytics e il tool di Siteground, il provider del mio blog-magazine. Ogni contatore mi dà risultati molto diversi tra loro ogni giorno. Come si fa a dire che Analytics è il più attendibile? Quindi ho deciso di non dare retta a nessuno. Quando mi chiedono i dati per eventuali advertisement li fornisco tutti. Poi decida il publisher. Molti mi hanno offerto senza problemi collaborazioni e noleggi di spazi.
  • Lunghezza del testo: non esiste una lunghezza tipo. Se si dà retta a Google ci vogliono almeno 300 parole. Io dico che il numero di parole lo decidiamo noi. Non un motore di ricerca. Se abbiamo la necessità di pubblicare una breve perché non se ne può fare a meno le parole possono essere anche 30. Poche righe. La news si inserirà nel nostro progetto editoriale. E si collegherà a altri post sicuramente più lunghi e approfonditi. Gli approfondimenti ovviamente possono essere molto più lunghi. Più è lungo un post, più è il tempo che il lettore sta sul nostro sito e si appassiona agli argomenti.
  • Incrociare e elaborare gli argomenti. In altri termini vuole dire studiare. Se ci sono più notizie lo stesso giorno su questioni simili, supponiamo sul Medio Oriente, si può ricavare un post unico che mette insieme le news. Le spiega a punti, tira le somme per un ragionamento finale.

Non ho la pretesa di fornire con questo vademecum la ricetta magica per avere successo nel web. Sono però convinto che ciascuno può scrivere e avere soddisfazioni se si abbandona un po’ la logica dei motori di ricerca e social e si torna alla passione di scrivere.

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