Perché la Francia si ritira dalla missione Nato nel Mediterraneo

La Francia si ritira temporaneamente dalla missione Nato nel Mediterraneo

Il governo francese ha annunciato la sospensione temporanea dalla missione Nato “Sea Guardian”. Perché la Francia si ritira.

Con un annuncio a sorpresa, la Francia si ritira temporaneamente dalla missione Nato nel Mediterraneo, meglio conosciuta come “Sea Guardian”. L’ingresso sullo scenario libico di Turchia e Russia ha probabilmente tolto a Parigi il timone dell’iniziativa politica nel Mediterraneo. Proprio sulla Libia, l’Eliseo ha puntato dal 2011 per estendere l’influenza francese nel Mediterraneo. L’inizio della guerra contro il regime di Muhammar Gheddafi puntava a stabilire un protettorato francese nel Paese, dando una spallata all’influenza italiana.

Sulla decisione di Parigi ha pesato molto l’incidente in mare dello scorso 10 giugno tra la Marina turca e quella francese. Quel giorno, la fregata francese Courbet è stata ostacolata da navi da guerra turche mentre cercava di avvicinarsi a una nave battente bandiera tanzaniana e sospettata di traffico d’armi.

Il professore Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss Guido Carli, ha spiegato a Agenzia nova che Francia e Turchia “sono in rotta di collisione nel Mediterraneo da almeno dieci anni, ovvero da quando a Parigi e ad Ankara è maturata la consapevolezza delle opportunità create dal crescente disinteresse degli Stati Uniti per la regione”. Parigi e Ankara sono due “grandi potenze che desiderano recuperare ruolo ed influenza e competono tra loro per ritagliarsi la fetta maggiore”.

Il professor Dottori ha continuato spiegando che “nelle acque del Mediterraneo centrale e in Libia i nodi stanno venendo nuovamente al pettine”. “I turchi non hanno consentito alla missione europea ‘Irini’ di controllare cosa alcuni loro mercantili stessero portando a Tripoli e Misurata”, ha ricordato. Successivamente, “Parigi ha piantato la grana a Bruxelles, al quartier generale della Nato, senza ottenere soddisfazione”. Per il docente della Luiss la posizione della Nato rappresenta “un esito scontato, dato l’attuale interesse americano a ricucire con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e sottrarlo al patto che ha stretto con il capo dello Stato russo, Vladimir Putin”. Per Dottori, “il ritiro temporaneo da ‘Sea Guardian’ sembra una ripicca”.

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