Yemen, il Consiglio di Transizione del Sud dichiara l’autonomia

Il Consiglio di Transizione del Sud dichiara l'autonomia in Yemen

Si complica la situazione in Yemen. I separatisti hanno dichiarato l’autonomia dal governo di Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale. Ma quattro province non aderiscono.

Il Consiglio di Transizione del Sud (Cts) ha dichiarato l’autonomia dal governo legittimo in Yemen, guidato dal presidente Abd Rabbo Mansour Hadi.

La dichiarazione dei separatisti del sud, che controllano la parte meridionale del Paese, complica la situazione in un Paese fortemente devastato da cinque anni di guerra.

Mette anche in crisi l’accordo di pace firmato a novembre 2019 a Riad dal Cts con il governo centrale. E di conseguenza cambia la cornice del conflitto civile con il movimento degli Houthi, i ribelli sciiti filo-iraniani che controllano il nord dello Yemen inclusa la capitale Sana’.

In particolare, il Consiglio di Transizione del Sud ha accusato l’esecutivo del presidente Hadi di non rispettare l’intesa e cospirare contro “la causa meridionale”. Quindi, ha autoproclamato l’autonomia a partire dalla mezzanotte del 26 aprile.

Dura la reazione del governo legittimo, che accusa il Cts di provocare “conseguenze catastrofiche” sull’accordo di pace dello scorso novembre. La nota dell’esecutivo aggiunge che il Consiglio di Transizione del Sud sarà il primo a subire le conseguenze della sua scelta.

Quattro province meridionali dello Yemen hanno però rifiutato di aderire alla dichiarazione di autonomia.  I governatorati che si sono dissociati sono Al Mahra, Abyan, Socotra e Shabwa. Uno di questi, Al Mahra, ha parlato addirittura di colpo di stato del Cts contro il governo attualmente in carica e l’accordo di Riad.

Secondo l’intesa firmata a Riad a novembre 2019, il Consiglio di Transizione del Sud e altre regioni meridionali dovevano dare vita a un nuovo esecutivo nazionale, mettendo tutte le forze militari sotto la direzione del governo internazionalmente riconosciuto di Hadi.

La formazione del nuovo governo nazionale con l’ingresso dei rappresentanti del Cts e la riorganizzazione dei gruppi militari sotto il comando di un’autorità unica centrale non è mai avvenuto. Questa è probabilmente la causa che ha fatto naufragare l’accordo. E che mette forse anche una pietra sopra al debole percorso di pace avviato in Svezia nel 2018.

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