Usa 2020: Pete Butggieg abbandona le primarie democratiche

Pete Butggieg abbandona la corsa delle primarie democratiche

Il candidato democratico, il più giovane nella corsa per le primarie, ha deciso di abbandonare dopo lo scarso risultato ottenuto nel South Carolina.

Pete Butggieg lascia. Il più giovane candidato democratico in corsa per le primarie abbandona la corsa per la nomination. La decisione è stata presa dopo lo scarso risultato, l’8,2%, ottenuto in South Carolina lo scorso 29 febbraio. Poco prima, anche il miliardario californiano Tom Steyer aveva gettato la spugna. Sempre l’esito negativo in South Carolina. Uno dei motivi per cui Butggieg si è ritirato è probabilmente l’impossibilità di avere la leadership del voto moderato. Se i caucus dell’Iowa e il voto nel new Hampshire lo avevano fattio ben sperare, dal Nevada e South Carolina sono arrivate delusioni.

Alla vigilia del supertuesday, il supermartedì di domani 3 marzo quando si vota in 15 Stati, sono sei i candidati dem che corrono per guadagnarsi i voti di Butttgieg e Steyer. Soprattutti quelli del primi che si trova al terzo posto come numero di delegati dopo Bernie Sanders e Joe Biden.

Chi è Pete Butggieg

Giovane outsider della politica, con i suoi 38 anni è stata la vera sorpresa di questa prima fase delle elezioni primarie nel campo democratico. Con la faccia da bravo ragazzo americano e tutte le carte in regola per affrontare una competizione massacrante, Butggieg ha sfidato l’establishment democratico e ha ottenuto la vittoria personale di farsi largo tra il gotha del mondo politico democratico. Il suo curriculum è impeccabile e di grande rispetto: studente modello e poliglotta prima ad Harvard e poi ad Oxford, veterano decorato in Afghanistan come ufficiale dell’intelligence, ex consulente della multinazionale McKinsey, sindaco fino a poco tempo fa di South Bend (Indiana), gay dichiarato e sposato con un insegnante che lo accompagna in campagna elettorale. Quando parla sa attirare il pubblico. Appare intelligente, brillante, preparato, incisivo. Ma sa integrare la sua lucidita’ raziocinante con l’empatia, la capacita’ di scherzare. Parla e pensa come la giovane generazione cui appartiene, ha cultura ‘digital’ dei millennials. La sua era un’agenda riformista progressiva, ma senza i radicalismi ideologici di Sanders e Warren, i loro toni anti-capitalisti, i piani per una universita’ e una sanita’ gratis per tutti. Su altri temi pero’ aveva posizioni comuni o molto vicine a loro, come sull’ambiente, o i temi sociali. Sara’ interessante vedere se dara’ il suo endorsement a qualcuno. O se verra’ scelto come vice nella corsa alla Casa Bianca. 

Rispondi