Germania e Francia divise su tutto. E’ scontro tra Merkel e Macron

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L’asse franco tedesco scricchiola. Lo scontro tra Merkel e Macron svuota il Trattato di Aquisgrana firmato a gennaio da Francia e Germania.

In principio fu il Trattato di cooperazione di Aquisgrana. L’apocalisse, tre mesi dopo, rischia di essere una serie di questioni internazionali che creano lo scontro tra Merkel e Macron.

Ma andiamo con ordine. Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno firmato a Aquisgrana il 22 gennaio 2019 il Trattato di cooperazione franco-tedesco. Ora però i due leader si scontrano apertamente, mostrando che Germania e Francia sono divise su tutto.

Ecco i più importanti punti che allontanano Parigi e Berlino e mettono in crisi una possibile alleanza:

  • la Francia è una forte sostenitrice della tassa europea ai gruppi che controllano il web e il relativo mercato pubblicitario. Da Google a Facebook, da Twitter a Microsoft, l’Eliseo è d’accordo che occorre un prelievo fiscale più consistente su questi colossi. La Germania non la pensa così. A Berlino ritengono che tutto debba rimanere così per attirare questi gruppi e i loro investimenti. Un rialzo della tassazione li porterebbe a investire in altre parti del mondo;
  • Arabia Saudita. Per Macron è il momento di togliere l’embargo alla vendita di armi a Riad. I tedeschi invece hanno appena prorogato il divieto di esportazioni di armi verso la monarchia saudita;
  • Brexit. Parigi nel Consiglio Europeo si è opposta all’ipotesi di un rinvio lungo dell’uscita britannica dall’Ue. Berlino non ha gradito e i tedeschi sono stati costretti a una nuova lunga e logorante mediazione con Londra. Il Corriere della Sera scrive di una Merkel infuriata;
  • negoziato commerciale con gli Usa. La Francia ha votato contro l’apertura di colloqui commerciali dell’Ue con gli Stati Uniti per affrontare la questione dei dazi. La Germania ha proposto e sostenuto il negoziato. Di fatto, Macron ha causato la paralisi della Commissione Europea perché è consuetudine che ci sia l’unanimità per avviare negoziati commerciali.
  • recessione. I ministri delle finanze di Parigi e Berlino si sono scontrati durante il vertice recente del Fondo Monetario Internazionale. Per Bruno Le Maire, ministro francese, i Paesi con bilanci in buone condizioni devono investire di più per prevenire che l’economia freni. Come fa la Francia. Il riferimento è a Germania, Finlandia e Olanda. Secca la risposta di Olaf Scholz, ministro tedesco, che spiega come non esista alcuna recessione.
  • Libia. Da rumors negli ambienti diplomatici si apprende un certo malcontento tedesco verso la politica francese in Libia. Non è passato inosservato a Berlino l’accusa dei libici ai francesi di sostenere l’aggressione militare del generale Khalifa Haftar contro il governo internazionalmente riconosciuto di Feisal al-Serraj;
  • riforma Unione Europea. La Merkel si è opposta alla riforma (ambiziosa) dell’Ue proposta da Macron. No a un nuovo sistema di bilancio dell’Eurozona e a un ministro delle finanze europeo. Oltre a questo lo smacco lanciato dai tedeschi: abolire la sede del Parlamento di Strasburgo e mantenere solo quella di Bruxelles. Un’offesa per i francesi. Tanto che Macron, secondo il Corsera, è “deluso e esasperato” dalla cancelliera.

Gli elementi per una rotta di collisione dell’asse franco-tedesco ci sono tutti. Di questa frattura potrebbe approfittarne l’Italia. Per aumentare il proprio peso in Europa e diventare ago della bilancia tra il blocco settentrionale, quello di Visegrad ( al quale guarda con interesse la Francia) e quello mediterraneo.

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