La mezza vittoria di Netanyahu nelle elezioni in Israele

Il premier al quinto mandato di governo. La mezza vittoria di Netanyahu che vince ai punti con 10 seggi in più della coalizione rivale.

Con la mezza vittoria di Netanyahu, Israele sceglie un governo che sarà orientato ancora più di prima a destra. Benjamin Netanyahu, premier uscente, governerà per la quinta volta, entrando nel guinness dei primati del numero di mandati governativi.  Nessuno è mai stato al timone per cinque legislature. Neppure David Ben Gurion, il padre fondatore dello Stato israeliano.

I risultati elettorali, in realtà, mostrano una mezza vittoria di Netanyahu. I voti ottenuti dal premier uscente sono uguali a quelli dello sfidante Benny Gantz, ex generale, a capo del partito di centro-sinistra Blu e Bianco. Di fatto un testa a testa. A fare la differenza, poca, sono stati i voti di coalizione. Quella di centro-destra guidata dal Likud ottiene 65 seggi alla Knesset, il Parlamento israeliano, contro i 55 dell’alleanza di centro-sinistra. Di fatto 10 seggi di differenza sui 120 dentro all’assemblea legislativa di Israele. Una situazione che sarà difficile da gestire anche per l’astuto Bibi, questo il nickname di Netayahu.

Un quadro complesso, dunque. Con la complicazione che i due partiti dell’estrema destra, Giudaismo unito nella Torah e Shas, prendono 8 seggi ciascuno. Con una forza di 16 deputati, questi partiti possono ricattare il premier. Soprattutto sul processo di pace che difficilmente vedrà ulteriori sviluppi. Così il quinto governo Netanyahu si sposterà inevitabilmente a destra. Su posizioni più oltranziste e ortodosse di prima. Con buona pace della formula “soluzione dei due stati” sbandierata in questi anni. “Bibi the king of Israel” gridavano i suoi sostenitori nella notte elettorale. In realtà, Bibi è prigioniero della destra estrema più di prima.


La composizione del Parlamento Israeliano (fonte Times of Israel, Jerusalem Post e Haaretz)

Israel election graphic

Questa situazione mette in mostra la mezza vittoria di Netanyahu. Il premier definisce l’esito delle elezioni come una “vittoria colossale”. Probabilmente, si riferisce alla strategia della campagna di comunicazione politica che ha messo in atto. Si è accreditato come l’unica garanzia per la sopravvivenza di Israele. Ha attaccato la sinistra per la sua coalizione con i partiti arabo-israeliani colpevoli di sostenere la creazione di uno stato palestinese. Quindi, una minaccia mortale per Israele. Si è costruito un’immagine e legittimità forte a livello internazionale andando a incontrare Donald Trump, Vladimir Putin e il brasiliano Jair Bolsonaro. E a attaccare verbalmente l’Iran, l’attore regionale più pericoloso per gli israeliani. O forse, la vittoria colossale per Bibi è quella di avere ora più chance e giustificazioni per affossare il processo di pace definitivamente.

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