Kashmir: rappresaglia dell’India in Pakistan contro i jihadisti

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Raid aereo di Nuova Delhi. La rappresaglia dell’India in Pakistan è la risposta all’attacco terroristico nel Kashmir.

La reazione indiana era nell’aria. E la giornata del 26 febbraio ha risvegliato i timori di una escalation senza controllo tra i due rivali storici dell’Asia minore: India e Pakistan. Aerei da combattimento indiani hanno bombardato nella notte un presunto capo di addestramento per terroristi in Pakistan. Lo riportano i media internazionali, citando fonti del governo di Nuova Dehli. Il raid è la rappresaglia dell’India in Pakistan per l’attacco suicida che lo scorso 14 febbraio ha ucciso 40 militari nel territorio del Kashmir sotto controllo indiano. Le stesse fonti confermano che il bombardamento è avvenuto vicino alla città di Balakot, a nord di Islamabad capitale del Pakistan. L’attacco ha distrutto obiettivi rilevanti del gruppo terroristico Jaish-e-Muhammad (JeM, l’esercito di Maometto), una formazione jihadista che ha rivendicato l’attentato del 14 febbraio scorso. Sono almeno 300 i terroristi uccisi nel blitz aereo, secondo le stime dei funzionari indiani. Il Pakistan per ora nega che ci siano state vittime o danni alle strutture. Islamabad minaccia però, anche se velatamente, una risposta. Il portavoce dell’esercito pakistano ha pubblicato un post su un social media, riporta il sito web dell’Economist, nel quale riconosce che jet indiani hanno sconfinato nei cieli pakistani. Gli aerei sarebbero poi velocemente rientrati nei confini nazionali. L’India accusa il Pakistan di ospitare sul suo territorio i gruppi di terroristi operativi nel Kashmir. Dopo l’attentato del 14 febbraio, il governo di Nuova Delhi aveva chiesto a Islamabad di dare la caccia alle formazioni jihadiste con base in Pakistan.

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