Crisi venezuelana: scontri alla frontiera con il Brasile decine di morti

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Notiziario Estero- La repressione delle forze di sicurezza di Maduro. La crisi venezuelana causa 25 morti e quasi cento feriti.

La crisi venezuelana mostra il suo volto alla frontiera con il Brasile. Le forze di sicurezza del presidente Nicolàs Maduro e miliziani irregolari chavisti hanno aperto il fuoco contro i manifestanti che cercavano di rompere il blocco alla frontiera per raggiungere gli aiuti umanitari . Sabato scorso due indigeni sono morti e una decina i feriti. Il 25 febbraio il numero delle morti è salito a 25, mentre i feriti sono 84. Il presidente venezuelano ha chiuso il 21 febbraio il confine del Paese con il Brasile sotto gli occhi della folla, in coda per procurarsi alimentari e altri beni di prima necessità. Tensione alle stelle, che è cresciuta i due concerti organizzati il 23 febbraio e all’insegna della rivalità politica. Il primo, il “Venezuela Aid live” promosso dal miliardario Richard Branson, il fondatore della Virgin, in territorio colombiano e volto a raccogliere fondi di beneficenza per i venezuelani. Il secondo il “Hands off Venezuela”, annunciato da Maduro. I due concerti si sono svolti a 300 metri l’uno dall’altro. Senza incidenti.

Il presidente Maduro respinge gli aiuti internazionali perché dice che non esiste una crisi umanitaria. Secondo Maduro, la richiesta di aiuto di Juàn Guaidò è uno stratagemma per giustificare un intervento militare esterno. Guaidò, il presidente del Parlamento che si autoproclamato a capo dell’esecutivo, ha fatto un appello alle forze armate perché permettano agli aiuti umanitari di entrare nel Paese. Ha anche aggiunto di avere migliaia di volontari per portare gli aiuti ammassati in territorio colombiano e brasiliano dentro ai confini venezuelani. Guaidò ha fatto poi un appello alla comunità internazionale per mantenere aperte tutte le opzioni per cacciare Maduro.

Il Venezuela è sull’orlo di una crisi politica e economica. L’inflazione ha portato i prezzi alle stelle. Molti venezuelani si sono ritrovati a fare fatica per assicurarsi i beni di prima necessità come cibo e medicine. Sono 2,7 milioni quelli che hanno abbandonato il Paese dal 2015. Secondo una stima dell’Onu, almeno l’11% della popolazione (pari a 3,4 milioni di persone) è emigrata. E ora Maduro sta valutando di chiudere anche la frontiera con la Colombia.

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