Chi è Howard Schultz, il candidato temuto da Trump e dai Dem

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Ex-amministratore delegato di Starbucks, Howard Schultz annuncia di valutare una candidatura per la Casa Bianca nel 2020 come indipendente.

La possibile candidatura per la Casa Bianca del miliardario Howard Schultz preoccupa Donald Trump, i conservatori e il Partito Democratico. Schultz, ex uomo forte dell’impero Starbucks, ha rivelato di “considerare seriamente” la possibilità di correre per la presidenza Usa nel 2020 come candidato indipendente di centro. L’annuncio è avvenuto con un Tweet, con un’intervista al New York Times e una breve apparizione in un programma televisivo americano.

Ma chi è Howard Schultz, l’uomo temuto negli ambienti di Washington? Presidente di Starbucks fino allo scorso anno, si è dimesso dalla carica dopo avere abbandonato un anno prima anche quella di consigliere delegato del popolare marchio specializzato in caffè e cappuccini. Nel 2018 Schultz fa lo storico annuncio: lascia l’azienda che ha contribuito a ingrandire per dedicarsi alla filantropia e servizio pubblico. Una scelta che molti hanno letto come l’inizio di un percorso politico.

L’uomo che ha trasformato Starbucks da una catena di sette caffetterie a Seattle in un impero con oltre 350.000 dipendenti, ha spiegato al New York Times che ha studiato fatto i preparativi per poter presentare la sua candidatura nei 50 stati americani.

Schultz, 65 anni, cresciuto a Brooklyn da una famiglia povera, è uno dei simboli del sogno e successo americano, di quel self made man che appare sempre più lontano. La sua entrata nel gioco della politica Usa e in una competizione come quella presidenziale fa paura a Trump perché potrebbe dividere il voto degli elettori conservatori delusi dalla politica dell’immobiliarista newyorchese. E infatti il presidente Usa è già andato all’attacco. Nel suo tradizionale tweet del mattino, ha scritto che Schultz non ha il coraggio di presentarsi come presidente. Anche sul fronte democratico si respira preoccupazione. Tina Podlodowski, per esempio, è presidente del Partito Democratico dello Stato di Washington e manda a dire tre parole a Howard Schultz: “Non lo faccia”.

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