Cos’è lo shutdown Usa

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Il 21 dicembre è scattato lo shutdown. Il terzo del 2018 nell’America di Trump. Garantiti i servizi essenziali. Cos’è lo shutdown Usa?

Alla mezzanotte di venerdì 21 dicembre (le 6.00 del 22 dicembre in Italia) è scattato lo shutdown. E’ il terzo nel corso del 2018 negli Stati Uniti di Donald Trump. Ma cos’è lo shutdown Usa di cui si parla in questi giorni pre-natalizi? Proviamo a capire.

Lo shutdown è il blocco delle attività della pubblica amministrazione negli Stati Uniti. Scatta quando il Congresso non approva la legge di rifinanziamento delle attività amministrative. Letteralmente, significa spegnimento o arresto.

Il meccanismo è previsto da una legge specifica: l’Antideficiency Act, approvata e entrata in vigore nel 1982. E’ fondamentale per capire cos’è lo shutdown Usa. La legge prevede che senza l’approvazione degli stanziamenti, i servizi non essenziali non possano continuare e si bloccano finché non viene approvato il rifinanziamento. In questo regime, il governo federale garantisce il funzionamento dei servizi essenziali. Molti dipendenti però vengono mandati in congedo non retribuito. Anche se in realtà, una volta cessato lo shutdown, i dipendenti della pubblica amministrazione americana ricevono il pagamento retroattivo del reddito perso.

Quello del 21 dicembre è definito come shutdown parziale in quanto il blocco riguarda solo un quarto delle attività amministrative federali.

Qual è la causa dello shutdown?

Questa volta a far chiudere uffici e sportelli è stato il muro di Trump al confine con il Messico. Il Congresso non ha approvato il finanziamento dell’opera per mancanza della copertura dei fondi necessari. Il costo è di 5 miliardi di dollari. I costi del muro dovevano essere approvati nella legge di rifinanziamento in discussione al Congresso Usa. Il risultato è stato di non approvare la legge e bloccare anche i servizi. Ora bisogna attendere l’accordo tra repubblicani e democratici all’interno del Congresso Usa.

Quanto dura lo shutdown?

Può durare pochi giorni così come continuare per settimane. Nel gennaio 2018 è durato 3 giorni. Il problema fu quello dei dreamer, quei migranti che sono entrati illegalmente quando erano minorenni. In quella circostanza, repubblicani e democratici riuscirono a trovare un’intesa. L’altro del 2018 avvenne a febbraio. Memorabili furono invece i shutdown dell’ottobre 2013 (durò 16 giorni) e quello del 1995 (proseguì per 21 giorni).

Le conseguenze dello shutdown

Il meccanismo comporta il blocco delle attività e servizi della pubblica amministrazione. Si cerca di garantire i servizi essenziali ma anche qui ci sono problemi. Perché molti dipendenti di questi settori vengono mandati a casa e non retribuiti. Pertanto risulta difficile dare un servizio efficiente nei settori essenziali. Tra questi ci sono la sicurezza nazionale e quella pubblica, i parchi nazionali pubblici, musei e monumenti, il rinvio dei processi civili, lo stop alle ammissioni di nuovi pazienti presso i centri di ricerca medica. Sono solo alcuni esempi.

Sono invece esclusi dallo shutdown i servizi postali, quelli di riscossione tributi, l’assistenza medica, i servizi di polizia, militari e vigili del fuoco, il traffico aereo.

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