Se Trump ritira i militari Usa dalla Siria nord-orientale

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Il presidente degli Stati Uniti annuncia di abbandonare il nord-est del Paese. Perché Trump ritira i militari Usa dalla Siria?

Il presidente Donald Trump ritira i militari Usa dalla Siria nord-orientale. Lo ha rivelato il Wall Street Journal secondo cui la Casa Bianca ritiene che l’Isis sia ormai sconfitto. E la presenza americana in Siria è stata sempre giustificata con l’obiettivo di sconfiggere lo Stato Islamico e il suo califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

Se Trump si dice pronto a ritirare i militari degli Stati Uniti, non è dello stesso parere il Dipartimento della Difesa. Al Pentagono, riporta il quotidiano finanziario di New York, stanno provando a dissuadere il Presidente dalla decisione di riportare i ragazzi a casa lasciando il nord-est siriano al suo destino. Per la Russia, scrive l’agenzia Tass, si tratta di una notizia positiva perché aumenta le possibilità di trovare una soluzione politica alla crisi siriana.

Perché Trump ritira i militari Usa dalla Siria nord-orientale?

La domanda se la pongono in molti in queste ore. Se i militari americani lasciano il territorio del nord-est siriano, dove ci sono le ultime sacche di potere dell’Isis, la zona potrebbe ricadere sotto il controllo del Califfato o perlomeno di ciò che ne resta.

Questa prospettiva potrebbe indurre l’esercito di Bachar al-Assad a lanciare l’offensiva nella regione oppure a ingolosire i turchi che potrebbero approfittarne per occupare l’area e schiacciare i curdi, che qui combattono contro lo Stato Islamico.

Trump ha in mente quindi di favorire Assad e di conseguenza la Russia di Vladimir Putin? Oppure vuole aprire la porta ai turchi nel nome della realpolitik sacrificando le milizie curde finora alleate degli Stati Uniti? O semplicemente il presidente Usa prosegue sulla sua strada dell’isolamento americano e dell’abbandono dell’area afro-asiatica come sembra essersi mosso in questi anni? Saranno i fatti a dirlo.

Alleati curdi e credibilità

La preoccupazione del Pentagono è quella di lasciare abbandonati a se stessi i curdi, alleati di Washington nella guerra all’Isis. Le milizie curde sono state le protagoniste della lotta allo Stato Islamico. Conoscono le zone e hanno combattuto tenacemente contro i jihadisti dal cappuccio nero. Soprattutto, i curdi sono stati formati e addestrati dagli Stati Uniti che ci hanno messo soldi e esperti, armi e munizioni.

Se Trump ritira i militari Usa dalla Siria per i curdi sarebbe la fine. L’appetito turco di attaccarli nel territorio a due passi dal confine è molto grande e finora non è stato soddisfatto solo perché c’era l’America dietro alle milizie curde.

Ma l’abbandono del nord-est siriano da parte dell’esercito americano comporterebbe una perdita di credibilità per Washington. E non solo nella regione tra il Tigri e l’Eufrate. Accadrebbe in tutto il Medio Oriente e anche nel resto del mondo. Chi si fiderebbe più di Washington come alleato? Gli Usa sono già con una gamba fuori dai grandi giochi mediorientali dopo la resa alla Russia. Se tradiscono i curdi, sono fuori dai giochi internazionali. Altro che tentate di diventare mediatori tra Kosovo e Serbia come sta cercando di fare Trump in questo periodo.

Scrive l’autorevole rivista Foreign Affairs nell’ultimo numero che gli Stati Uniti fin dai tempi di George Washington e di John Quincy Adams hanno sempre guardato a gettare le basi per un ordine internazionale liberale. Lo fecero anche Woodrow Wilson e poi Franklyn Roosevelt, infine George H. Bush e Bill Clinton. La domanda che si pone Foreign Affairs è cosa succederà con e dopo Trump all’ordine internazionale. Difficile dirlo. La sola cosa certa, mi par di capire, è che gli Usa rischiano di cedere il potere contrattuale, l’egemonia e il carisma internazionale a altri player.

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3 COMMENTS

  1. la situazione è questa: secondo molti Obama mentre inviava truppe dappertutto era pacifista mentre Trump mentre le riporta a casa è un guerrafondaio…..o la gente è diventata scema o chi scrive i commenti pensa che siano tutti rimbecilliti

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