Quando Ford faceva affari con Stalin

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L’inventore del lavoro a catena di montaggio mise da parte il suo anticomunismo davanti alle opportunità economiche.

Gli interessi commerciali surclassano sempre le opinioni politiche. Ne fu un esempio Henry Ford, il magnate dell’industria automobilistica americana.

Nel 1929 Ford vendette all’Unione Sovietica di Joseph Stalin automobili e pezzi dì ricambio per un valore di 40 milioni di dollari.

Icona del capitalismo Usa e simbolo dell’anticomunismo, Ford fornì assistenza tecnica e supporto al distretto industriale di Ninzij Novgorod, città natale dello scrittore Gorkj e cuore pulsante dell’economia della regione del Volga.

Negli anni ‘30 il distretto Gorkosvkij Avtomobil Nyi Zavod,    conosciuto come la Detroit sovietica, produceva tra le ottantamila e le novantamila Ford russe all’anno.

L’anticomunismo di Ford fu quindi meno ortodosso davanti alle prospettive di affari economici. Così come lo fu l’anticapitalismo di Stalin per le stesse ragioni.

Ford e Stalin non furono solo soci d’affari di fatto. Furono soprattutto veri e propri partner economici tra il 1929 e il 1936.

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