La tregua in Yemen spiegata in cinque punti

Trovata l’intesa in Svezia per il cessate il fuoco nella città di Hudayda. In previsione nuovi negoziati. La tregua in Yemen spiegata in cinque punti.

Trovata la tregua in Yemen. Dopo una settimana di colloqui, nel Castello Johannesberg a Rimbo, Svezia, le parti yemenite raggiungono l’intesa per il cessate il fuoco.

A annunciare l’accordo è stato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, durante la cerimonia di chiusura dei negoziati. I delegati dei ribelli Houthi e del governo yemenita si sono stretti la mano per la prima volta.

Mappa Yemen
La mappa dello Yemen al tempo della tregua.

Quali sono i punti principali della tregua in Yemen raggiunti questa sera? Ecco l’intesa spiegata in cinque punti.

  1. Cessate il fuoco sulla città portuale di Hudayda. La città, sul Mar Rosso, sarà messa sotto il controllo di una forza militare neutrale. Hudayda è attualmente in mano ai ribelli Houthi, sciiti filo-iraniani, e assediata dalle forze che sostengono il governo yemenita e appoggiate dalla coalizione sunnita targata Arabia Saudita. Gli Houthi hanno accettato di ritirare le loro truppe.
  2. I ribelli Houthi hanno accettato anche di abbandonare i porti di Saleef e Ras Isa.
  3. Avvio di un percorso che porti a una tregua anche in tutta la regione di Hudayda.
  4. Nuovo round negoziale per definire i dettagli dell’intesa e la composizione della forza neutrale che deve presidiare Hudayda.
  5. E’ stata raggiunta “un’intesa reciproca” tra le parti sulla città di Taiz, la terza dello Yemen e teatro di sanguinosi combattimenti. La tregua in Yemen non è stata estesa per ora a altre aree del Paese oltre a quelle citate.

Il comunicato stampa dell’Onu


I numeri della guerra in Yemen

  • 6.660 civili uccisi e 10.560 feriti dall’escalation del conflitto nel 2015, secondo le stime dell’Onu. Migliaia di civili sono morti a seguito di altre conseguenze causate dalla guerra come malnutrizione e malattie.
  • 22,5 milioni di persone (il 75% della popolazione) ha bisogno in Yemen di aiuti umanitari.
  • 16 milioni di persone non hanno accesso a acqua e servizi igienici basilari.
  • 25% di bambini non vanno più a scuola.
  • 2 milioni di persone sono state costrette a abbandonare le loro abitazioni.
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