Se Macron vuole l’esercito europeo impari da De Gaulle

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Perché il presidente francese deve rovesciare l’unilateralismo militare dell’ex-generale se intende creare l’esercito europeo.

Emmanuel Macron ha parlato più volte della sua intenzione di creare un esercito europeo. Lo ha detto anche nel suo intervento a Berlino davanti al Parlamento tedesco. Sulla questione ha scritto oggi Sergio Romano sul Corsera.

La penna dell’ex-ambasciatore va subito al problema centrale. Se Macron vuole davvero dare all’Europa un esercito europeo, allora deve invitare i Paesi europei maggiormente impegnati sul fronte della costruzione di un’Europa integrata a condividere la responsabilità di costruire un esercito comune.

Oltre a condividere la responsabilità, scrive Romano, della forza nucleare francese, cioè la force de frappe del generale Charles De Gaulle. Quest’ultimo però fece crollare qualunque progetto di cooperazione con Italia e Germania per la costruzione di una bomba atomica. L’ordigno, decise De Gaulle, sarebbe stato solo francese.

All’analisi impeccabile di Romano, aggiungiamo che Macron non deve fare lo stesso errore. Deve lavorare sia per avvicinare i Paesi europei alle armi nucleari francesi sia per cooperare nella costruzione di un esercito europeo. Per farlo Macron deve convincere i leader dei paesi più forti. E qui un problema potrebbe già esserci proprio con la Germania, da sempre anti-nuclearista e molto scettica su un’unica struttura militare comunitaria. Infine, il capo dell’Eliseo non deve fare l’errore di mosse unilaterali e fuori dal controllo dell’Unione Europea. Come nel caso dell’annuncio di un esercito europeo senza passare da Bruxelles.

Ovidio Diamanti

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