Il Prado festeggia 200 anni

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Al via le celebrazioni il 19 novembre. Presenti anche i reali. Una storia di cultura importante per la Spagna e il mondo.

Il 19 novembre del 1819 il Prado apriva le sue porte come Museo reale di Pittura e Scultura, ospitando 331 dipinti della collezione reale, tutti di autori spagnoli. Oggi, in occasione del Bicentenario, la grande pinacoteca di Madrid propone un’esposizione commemorativa: ‘Museo del Prato 1819-2019. Un lugar della memoria’ (Un luogo della memoria), che sarà inaugurata lunedì 19 novembre dal re Felipe VI e dalla regina Letizia, dando così il via a un anno di celebrazioni. Curata da Javier Portus, capo di Conservazione della Pittura Spagnola (fino al 1700) del museo, la mostra passa in rassegna la storia della pinacoteca e rende omaggio a coloro che, con importanti donazioni di enti pubblici e grandi mecenati privati, hanno contribuito ad arricchire i fondi, come nel caso delle collezioni di Goya e di El Greco. L’itinerario, presentato oggi in conferenza stampa dal presidente del Real Patronato del Museo del Prado, Pedro Perez-Llorca, dal direttore Miguel Falomir e dal curatore Javier Portus, propone un percorso cronologico “attraverso il divenire storico del Paese” e le sue sfide principali: la trasformazione da collezione reale a museo nazionale, l’incorporamento di un migliaio di opere del Museo della Trinidad, lo spoglio nella Guerra dell’Indipendenza, la creazione nel 1912 del Real Patronato, l’impatto avuto dal museo e dalle sue collezioni su artisti spagnoli e internazionali del XIX e XX secolo e come spazio di riflessione e di ispirazione per successive generazioni. Quest’ultimo rappresentato da opere di Renoir, Manet, Arikha o Pollock, fra gli artisti stranieri, e Rosales o Saura e, soprattutto, Picasso, fra quelli nazionali. E così, ad esempio, ‘La maja desnuda’ di Goya dialoga con l’interpretazione che ne fece Picasso con ‘Desnudo recostado’.
“La mostra vuole lanciare due messaggi – ha spiegato il curatore Javier Portus – che il museo del Prato è stato in questi 200 anni un’istituzione viva ed è un luogo di memoria, che ha generato in Spagna un sentimento di appartenenza e di orgoglio collettivo”. L’esposizione è suddivisa in otto sezioni, delle quali una è dedicata alla Repubblica e alla Guerra Civile (1936-1939), l’unica sala senza dipinti, presieduta da due grandi fotografie di tre metri di altezza. Una delle immagini riprende decine di abitanti di Cebreros, in provincia di Avila, che contemplano con interesse ‘Le filatrici’ di Velazquez, una delle copie delle opere del Prado, che il governo della Repubblica portò in 170 paesini rurali nelle missioni pedagogiche itineranti. La fotografia attigua offre un contrasto desolante: una sala vuota della pinacoteca di Madrid, dopo i bombardamenti del 16 novembre 1936, che durante la Guerra Civile costrinsero a evacuare i dipinti in uno degli episodi più drammatici della cultura spagnola. “Il museo è una salvaguardia della memoria pittorica occidentale. Un luogo vivo e aperto che appartiene a tutti gli spagnoli e non fa che crescere”, ha osservato il direttore del Prado, Miguel Falomir. In totale sono 168 le opere originali esposte, delle quali 134 fanno parte delle collezioni proprie e 34 sono prestiti di diverse istituzioni nazionali e internazionali, provenienti da Stati Uniti, Francia, Ungheria, Regno Unito, Israele, Germania e Russia. L’esposizione darà il via alle celebrazioni ufficiali del bicentenario e per l’occasione l’ingresso al Museo sarà gratuito il 23, il 24 e il 25 novembre prossimi. (Dal sito dell’Ansa).

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