Imponente esercitazione militare russa in Siberia. Il commento

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di Osvaldo Pesce
Cosa vogliono significare le imponenti manovre militari russe in Siberia con l’impiego di 300.000 uomini, migliaia di aerei e quasi 40.000 semoventi?
Questa è la più grande esercitazione negli ultimi 37 anni.
Partecipano alle manovre alcuni contingenti della Mongolia e della Cina, ciò è comprensibile per dimostrare la collaborazione tra Russia e Cina.


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Il fatto non può essere spiegato senza svolgere uno sguardo al passato, in quanto il presente non è nato dal nulla, va ricordato infatti che l’Alaska fu venduta agli Stati Uniti dallo zar nel 1867 e che all’inizio del secolo scorso l’impero russo si scontrò con l’impero giapponese per il controllo della Manciuria.
Noi resteremmo nella passività e nel più assoluto attesismo, se dovessimo astenerci dal comprendere cosa si sta muovendo in quell’area, anche se la realtà è ancora incompiuta.
In altri termini, dovremmo affrontare l’argomento per vedere con chiarezza la direzione verso cui si sta sviluppando la situazione internazionale per poterci orientare nella nostra azione politica.
In primo luogo vorrei sottolineare l’importante avvenimento in cui la Russia ha restituito una parte delle isole Curili e firmato il trattato di pace col Giappone per chiudere un contenzioso storico.
Bisogna poi prendere in considerazione l’ipotesi che con il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci al Polo Artico , si libererebbe il suolo sottostante, con la conseguenza che mezza Siberia diventerebbe una palude. Non solo, alcuni scienziati ipotizzano che nell’Artico non si esclude la possibilità che si formi un passaggio per le navi e le condizioni per uno sfruttamento delle ricche risorse contenute nel sottosuolo.
Occorre poi sottolineare che sottomarini russi hanno da tempo piantato le loro bandiere nazionali sotto il polo sollevando proteste da parte del Canada.
Un altro punto fondamentale, che chiama direttamente in causa l’Europa, riguarda le vicende dell’Islanda che vanno seguite con attenzione perché essa costituisce l’entrata strategica naturale nel mare Artico.
Si è potuto osservare che nel recente incontro tra Putin e Trump si sia discusso solo del russiagate e nulla è trapelato sia della situazione in Ucraina, in Siria e del futuro della Siberia (vastissimo territorio, ricco di risorse naturali e  scarsamente popolato). In realtà potrebbero averne discusso, ma il contesto è rimasto segreto, per cui possiamo dire di essere oggi in una fase di diplomazia segreta.
In conclusione, possiamo capire che la dimostrazione di forza militare russa nell’esercitazione siberiana è un modo per dimostrare che sono in grado di controllare il territorio, che la Siberia non può essere toccata e che nessun piano di divisione verrà accettato.

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