Trump secondo Kissinger

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In un’intervista al Financial Times, l’ex Segretario di Stato parla del presidente Usa e dell’attuale politica internazionale.

Lo scorso 20 luglio il britannico Financial Times è riuscito a avere un’intervista con Henry Kissinger, ex consigliere della sicurezza nazionale e poi segretario di stato con i presidenti Richard Nixon e Gerald Ford e insignito del premio Nobel per la Pace.

Uno dei massimi esperti di politica internazionale, storico all’università di Harvard, il 95enne Kissinger viaggia ancora oggi per incontrare i leader del mondo. Di recente è stato ricevuto dal presidente cinese Xi Jinping e da quello russo Vladimir Putin. Nonostante l’età, racconta il cronista del Ft, mostra ancora l’agilità mentale dei vecchi tempi, misura molto bene le parole. Un po’ più lento nei movimenti, usa il bastone per camminare dopo una caduta di alcuni anni fa che gli ha causato la rottura di un legamento. Insomma, Kissinger è ancora la vecchia volpe e non è facile estorcergli dichiarazioni o portarlo su un terreno di conversazione a lui poco conveniente. Un diplomatico tutto d’un pezzo.

E infatti durante l’intervista, avvenuta in un ristorante di Manhattan a pochi passi dalla Kissinger Associates e dalla sua abitazione di New York, il giornalista del Ft fa non poca fatica a farlo parlare di Donald Trump, il vero obiettivo della sua conversazione. Ogni volta che il cronista tocca l’argomento, l’ex Segretario di Stato Usa dribbla abilmente la mossa raccontando anedotti di politica internazionale vissuti quando era attivo alla Casa Bianca. Tra questi, la sua amicizia con Lord Peter Carrington, ministro degli esteri britannico di Margaret Thatcher, scomparso di recente a 99 anni e che Kissinger elogia in maniera particolare.

Solo per un momento si lascia andare a un commento su Trump. Breve ma significativo. Probabilmente studiando bene le parole da dire. Secondo Kissinger, Trump rappresenta uno di quei personaggi della storia che segna la fine di un’epoca, un arco temporale che si chiude definitivamente per aprire una fase nuova. Probabilmente Trump neppure sa o si è accorto di questo ruolo.

Il commento mostra ancora una volta l’astuzia del premio Nobel per la Pace. Perché mette insieme nello stesso concetto la contestualizzazione storica in cui si muove il presidente Usa con una velata critica sulla sua intuizione politica. Dire che il protagonista attuale della politica internazionale non si rende conto di vivere un’epoca storica di rottura con il passato significa esprimere un giudizio negativo sulle capacità politiche del presidente. In sostanza, sono più gli eventi a trascinare Trump di quanto Trump stesso riesca a influenzare gli eventi.

Non di solo Trump si parla nell’intervista. Sulla situazione attuale della politica internazionale e dei rapporti tra gli Stati, Kissinger esprime tutta la sua preoccupazione definendo il periodo scuro (lo ripete due volte).

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