La battaglia di Trump nella Nato spiegata in cinque punti

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Perché il Presidente degli Stati Uniti ha spinto per aumentare la spesa della difesa?


Nel summit più teso della storia della Nato, l’alleanza militare ha rischiato a Bruxelles di vedere la fine della sua esistenza. Donald Trump “il pagatore” ha cominciato fin dal suo insediamento la lotta verso i Paesi membri, accusandoli di poco impegno economico e militare a sostegno del Patto Atlantico.
In questo Trump non ha fatto altro che portare avanti la scelta voluta dall’ex-presidente Barack Obama nel summit in Galles nel 2014: impegno dei Paesi membri di destinare il 2% del proprio bilancio alla spesa militare entro il 2024. Il presidente Usa lo ha fatto nel solito stile burbero che conosciamo, diversamente dall’eleganza diplomatica di Obama. Come nel caso della proposta a sorpresa di andare oltre il 2% e puntare al 4% del Pil per la difesa. Però lo ha fatto e ha lasciato un segnale forte. Perché i leader dei 29 Stati soci del club atlantico si sono confrontati sulla questione spese per la difesa e alla fine alcuni di loro hanno scelto di impegnarsi a raggiungere nel 2019 il livello del 2%.
Tuttavia dietro l’insistenza di Trump per la spesa militare c’è un strategia ben precisa. Sono cinque i motivi per cui il capo della Casa Bianca porta avanti le posizioni che abbiamo visto in questi giorni.

  1. In primo luogo Trump parla ai suoi elettori. Ha bisogno di mostrare che come presidente mantiene le promesse elettorali. Una di queste è la difesa degli interessi degli Stati Uniti. La battaglia dentro la Nato ha un significato legato al consenso interno. Trump mette in mostra i muscoli dell’America di fronte agli alleati, minacciando di abbandonare l’Europa a se stessa;
  2. La strategia del presidente Usa è di aumentare le vendite di armamenti prodotti negli Stati Uniti. L’aumento della destinazione nel Pil per le spese di difesa va in questa direzione. Più i Paesi membri hanno disponibilità di bilancio, più aumentano le commesse militari richieste alle aziende americane;
  3. Rafforzare le strutture difensive della Nato. Questo dovrebbe essere il vero obiettivo di qualunque ragionamento sulla difesa transatlantica. Con la crescita di infrastrutture militari, equipaggiamenti, armi, la fortezza atlantica diventa più sicura e la sua capacità di deterrenza cresce;
  4. Bilateralismo. Trump è scettico verso il multilateralismo. Ciò riflette una scelta politica ben precisa. Secondo il capo della Casa Bianca, il multilateralismo scelto dalle amministrazioni Obama non ha portato risultati. Molto meglio gli incontro bilaterali, nei quali Trump sostiene che l’America sia più forte;
  5. Dividere l’Europa. Trump usa i temi dei contributi alla produzione militare. E lo fa con il chiaro intento di dividere la Nato tra Paesi buoni e cattivi. Una mossa per indebolire anche l’Europa con la quale l’America sta intraprendendo una guerra commerciale sulle esportazioni.

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