Summit Nato: Trump chiede di raddoppiare spesa militare

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Il presidente degli Stati Uniti vuole il 4% del Pil e scavalca l’obiettivo del 2% e annulla l’annuncio del segretario Nato Stoltenberg: otto Paesi sono già al 2% del Pil per spesa militare.


Il primo giorno del summit Nato è stato a alta tensione. Il presidente Usa, Donald Trump, ha stravolto ogni discussione sulla spesa militare annunciando che ogni Paese membro del Patto Atlantico dovrebbe portare il budget militare al 4% del bilancio. Inoltre, il capo della Casa Bianca è andato dritto all’attacco della cancelliera tedesca Angela Merkel, accusandola di doppiogiochismo con la Russia.
L’annuncio, rivelato dal britannico Guardian, di mettere come obiettivo delle spese militari il 4% del Pil ha creato tensione con i vertici Nato e con i Paesi che si sono impegnati a raggiungere il tetto del 2% entro il 2024. La posizione è stata espressa dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che in una dichiarazione alla stampa ha spiegato che gli Stati soci del club atlantico si stanno muovendo nella direzione di raggiungere il 2% entro il 2024, come era stato richiesto negli ultimi vertici.
Inoltre, proprio ieri il segretario Nato aveva annunciato che ben otto Paesi membri nel 2018 hanno raggiunto il quorum del 2% di spese militari dentro i rispettivi bilanci.


Vertice Nato: otto Stati aumentano la spesa militare al 2%


Se la dichiarazione di Trump ha creato trambusto nel dibattito sulle spese per la difesa, subito dopo è arrivato lo scontro verbale con la Germania della Merkel.
Il presidente americano è andato all’attacco in modo diretto. Ha accusato la Germania di essere prigioniera della Russia sull’energia per poi chiedere protezione alla Nato. “Ci spieghi la Germania perché dovremmo proteggerla” Ci sono Paesi come la Polonia che non accetterebbero il gas russo perché poi sarebbero prigionieri di Mosca”, ha spiegato il capo di stato Usa.
L’accusa frontale ha fatto irritare Berlino. Soprattutto perché Trump ci è andato giù duro accusando la Germania di essere controllata dalla Russia dal momento che il 70% del suo fabbisogno energetico viene da lì. Berlino però chiede protezione alla Nato e ci mette solo poco più del 1% della sua ricchezza come spesa per la difesa.

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