La Francia crea una forza militare europea estranea all'Ue

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Il gruppo di intervento militare è composto da nove Stati. Schiaffo di Macron alla Mogherini


Emmanuel Macron fa una forzatura sulla cooperazione militare in Europa, da anni al centro di un dibattito tra i Paesi Ue. Con un colpo da maestro ha annunciato un’alleanza con altri otto Stati europei per creare una forza comune di intervento militare. Il progetto del presidente francese nasce dalla considerazione di rendere più snelle e veloci le missioni congiunte di interesse europeo, anche in ambito civile.
I nove Stati interessati hanno firmato a Parigi un documento comune di intenti. Tra gli aderenti c’è anche il Regno Unito, che sta compiendo il percorso per uscire dall’Ue dopo il referendum su Brexit di due anni fa. La presenza del governo di Londra è un segnale forte perché significa che la Francia intende considerare i britannici un alleato chiave anche dopo l’uscita dall’Ue, che avverrà presumibilmente a marzo 2019.
Oltre a Francia e Gran Bretagna gli altri Paesi aderenti sono Estonia, Spagna, Germania, Belgio, Danimarca, Olanda e Portogallo. Rimane fuori l’Italia, che non attraversa un buon periodo nelle sue relazioni bilaterali con la Francia dopo gli scontri verbali sulla questione migratoria.
Italia a parte, sono presenti nel gruppo tutti i giganti militari europei. Unica eccezione è l’Estonia, un Paese piccolo e con un potenziale militare molto ridotto. Tuttavia, l’Estonia può vantare molta esperienza in minacce cosiddette “ibride”, soprattutto sui cyber-attacchi.
La creazione della forza militare fuori dall’Ue non è una novità. Macron la anticipò in suo discorso alla Sorbona lo scorso settembre. In quell’occasione il capo dell’Eliseo fece un’allusione alla necessità di andare più lontano rispetto alla cooperazione militare in via di formazione nell’ambito Ue. Il percorso va a rilento perché manca una strategia comune europea, aveva spiegato Macron. E questo fa apparire gli europei incapaci con conseguenza sulla credibilità Ue.
Il presidente francese prende dunque l’iniziativa di forzare la mano sulla cooperazione militare. E lo fa fuori dall’Ue, saltando i percorsi a 27 e dando uno schiaffo politico e morale all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherini, che ha fatto dell’esercito europeo uno degli obiettivi del suo mandato.
 

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