I tre fronti del G7 in Canada

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Dazi commerciali, Russia, scontro Usa-Ue. Sono i tre fronti del vertice canadese del G7. Ma vanno in scena anche prove generali di future alleanze.


(Charlevoix- Canada). E’ forse il vertice G7 più teso di sempre. Tre i fronti del meeting tra i sette Paesi più industrializzati in corso a Charlevoix in Canada: quello economico con le tensioni sulla politica dei dazi Usa alle importazioni da Ue, Cina e Giappone; quello delle relazioni con la Russia; infine quello dello scontro tra Europa e Stati Uniti su questioni strategiche mondiali come in particolare l’accordo nucleare con l’Iran e il riconoscimento di Gerusalemme capitale.
In Canada ha fatto il suo ingresso sul palcoscenico mondiale il nuovo governo italiano rappresentato dal premier Giuseppe Conte. E per l’Italia è stato subito un ingresso col botto. Conte ha chiarito la posizione del governo verso la Russia, auspicando un alleggerimento delle sanzioni verso Mosca, sanzioni in scadenza a luglio.
La dichiarazione del presidente del Consiglio italiano è arrivata subito dopo quella del presidente Usa Donald Trump, che con sorpresa di tutti ha annunciato la proposta di voler riammettere la Russia al G7 ripristinando il G8. La mossa inaspettata del presidente Usa ha colpito al cuore la strategia dei leader europei che, con l’occasione del summit, lavorano all’elaborazione di una strategia anti-Usa provando a coinvolgere anche il Canada.
In questo clima, la posizione espressa dal premier italiano ha provocato diversi mal di pancia tra i leader europei. Con la conseguenza di favorire Vladimir Putin che sta tentando, a sua volta, di dividere l’Unione Europea nonostante le smentite russe dei giorni scorsi. Ma la visita di Putin a Vienna dove ha raccolto l’appoggio del governo austriaco sulle sanzioni e le avance del governo italiano targato M5s e Lega mostrano che la volpe Putin ancora una volta ci ha visto lungo per manovrare la situazione degli equilibri internazionali a suo favore. E lo fa con l’abilità diplomatica di sempre: rimescola le carte e risponde a Trump gelando tutti: “La Russia pensa a altri formati”. G7 e G8 non sembrano nelle prospettive internazionali immediate del Cremlino.
John Smith
Da Charlevoix per Notiziario Estero

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