La politica estera del governo Conte spiegata in cinque punti

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Quali sono le linee di politica estera del nuovo governo italiano? Dai programmi politici dei partiti che hanno in mano il “governo del cambiamento” emergono i punti cardine della politica internazionale dell’Italia.


L’esecutivo targato M5s e Lega ha davanti numerose sfide di politica internazionale. L’Italia deve muoversi nel contesto globale con una politica estera chiara e con obiettivi di interesse nazionale ben definiti.
Economia, difesa, geopolitica, rapporti e equilibri internazionali. Sono questi i temi su uno scacchiere mondiale sempre più complesso e congestionato, con pericoli di trabocchetti a ogni mossa.
Ecco come la politica estera del governo del premier Giuseppe Conte spiegata in cinque punti.

  1. Il braccio di ferro Usa e Europa sui dazi a acciaio e alluminio. L’Italia deve posizionarsi sulla questione dei dazi commerciali. Trump ha deciso l’imposizione delle tariffe doganali sulle importazioni di prodotti dall’area euro. L?Ue ha risposto con misure di rappresaglia commerciale. Il governo Conte sostiene il libero commercio ed è contrario alla politica americana dei dazi commerciali. La prima occasione per far valere questa posizione e guadagnare in credibilità con i partner europei è il vertice del G7 che si svolge in Canada dal 8 al 10 giugno. A Charlevoix, nel Quebec, il premier Conte fa il suo esordio sulla scena internazionale. Ci sarà anche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, che nei giorni scorsi ha spiegato come la politica di Trump stia causando danni all’industria italiana dell’acciaio. Secondo Federacciai, l’Italia esporta negli Stati Uniti ogni anno prodotti per 652 milioni di euro.
  2. Nato e Russia. Il contratto di governo firmato da M5s e Lega conferma l’appartenenza italiana alla Nato. Si ribadisce che gli Stati Uniti sono l’alleato privilegiato strizzando l’occhio alla Russia. La compagine guidata da Conte fa un’apertura alla Russia di Vladimir Putin. La Russia, secondo il contratto di governo, non va percepita come una minaccia ma come un partner economico e commerciale sempre più rilevante per Italia e Europa. L’Italia è anche dentro la Nato. E le tensioni tra Alleanza Atlantica e Russia sono in aumento. Il nuovo governo italiano dovrà sapere mantenere equilibrismo internazionale con grande abilità diplomatica. Perché Roma è dentro la Nato, fondamentale per la sicurezza euro-atlantica e quindi italiana, ma il dialogo con la Russia non può essere interrotto.
  3. La sfida del Mediterraneo e il terrorismo. Secondo il contratto di governo, il Mediterraneo è l’area dove ci sono i maggiori fattori di instabilità: dall’integralismo islamico alle migrazioni, fenomeni che minacciano anche le relazioni tra gli Stati dell’area mediterranea. Il documento del governo Conte prevede che l’Italia debba rafforzare la cooperazione con i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. La questione è come rapportarsi con i Paesi mediterranei: da Egitto a Francia, dai gruppi di potere libici fino ai paesi mediorientali.
  4. Diritto asilo Ue. E’ in corso la revisione delle regole in materia di diritto d’asilo. Tra un mese, il Consiglio Europeo deve affrontare la riforma del regolamento di Dublino che disciplina la materia del diritto di asilo europeo. Sul tema, l’Italia potrebbe fare saltare il tavolo (il tema è caro al Ministro Salvini).
  5. Cooperazione Italia Francia per controbilanciare la potenza tedesca in Europa. E’ questa la strategia che metterà in campo il neo Ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi. Il Ministro punterà a una più stretta collaborazione con la Francia di Emmanuel Macron per controbilanciare la potenza della Germania in Europa. A dividere Italia e Francia c’è la questione libica. Parigi è entrata a gamba tesa nella partita libica già lo scorso anno, intromettendosi nella trattativa negoziale che stava conducendo Roma. Obiettivo della Franca è di estendere la propria influenza in Libia, in particolare nel territorio del Fezzan e sulle zone ricche di risorse petrolifere. Roma però potrebbe anche tentare di riaprire un dialogo forte con la Germania. La partita è aperta.

Quelle elencate sono le questioni prioritarie per la politica italiana. Ci sarebbe da aggiungere la vicenda iraniana, quella delle relazioni transatlantiche, i rapporti con tutto il mondo dell’est. La politica estera di Conte dovrà avere la flessibilità necessaria a adattarsi alle situazioni che man mano si presenteranno negli anni successivi di governo.

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