Cosa ci dicono le elezioni in Venezuela

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Maduro vince le elezioni ma non ha la maggioranza nel Paese. Usa minacciano sanzioni. Caracas espelle l’ambasciatore americano. Paesi sudamericani critici. Cosa succede in Venezuela?


Una vittoria elettorale scontata. Nicolàs Maduro vince le elezioni in un Venezuela stremato economicamente e stanco quanto gli elettori che non sono andati a votare.
Quella del presidente venezuelano uscente è una vittoria poco entusiasmante. Solamente il 46% è andato a votare. Ha ottenuto il 68% dei voti lasciando lo sfidante Henri Falcon indietro di 47 punti. Sono andati alle urne quasi 3 milioni di elettori in meno rispetto alle presidenziale del 2013. Nel 2013, Maduro aveva ottenuto 7,5 milioni di voti. Nel 2018 si è fermato a 5,8 milioni.
Il gruppo di Lima, composto da 14 Stati latinoamericani, aveva annunciato che dopo le elezioni avrebbe interrotto le relazioni diplomatiche con Caracas. Il motivo? Il voto non è stato libero.
Intanto, si profila uno scontro durissimo tra Venezuela e Stati Uniti. Washington aveva annunciato prima del voto venezuelano che non avrebbe riconosciuto i risultati definendo una farsa le elezioni. Così, il presidente Usa Donald Trump ha minacciato sanzioni e bloccato alcuni asset venezuelani.
Maduro ha condannato le misure coercitive di Trump. E ha accusato gli Stati Uniti di essere una minaccia alla pace del mondo. Come rappresaglia, il presidente venezuelano ha espulso l’incaricato d’affari americano a Caracas Todd Robinson. Per gli Usa si tratta del diplomatico di più alto livello presente nel Paese. Maduro lo ha accusato di cospirare contro il Venezuela.
Ma la situazione per Maduro si fa difficile anche in un contesto regionale. Il Venezuela rischia di essere sempre più isolato. Quasi tutti i Paesi latinoamericani hanno manifestato la volontà di interrompere, o perlomeno ridurre, le relazioni con Caracas. Il Venezuela può contare solo sul Savador, la Bolivia e Cuba. poi è il buio totale.
Fuori dal continente americano, Maduro raccoglie pochi consensi. Tra questi c’è quello del presidente turco Recep Tayyp Erdogan.
All’isolamento internazionale, per il presidente venezuelano si pone il problema della grave situazione economica del Paese. Ha promesso in sei anni di rimettere in piedi il Venezuela, Ora i venezuelani gli chiedono il conto.
 

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