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Come gli Stati autoritari usano il web

Russia, Iran, Cina hanno saputo utilizzare a proprio vantaggio la potenza della rete

Come gli Stati autocratici usano il web Come gli Stati autocratici usano il web

Web e Stati, democrazia e rete. Il rapporto di amore e odio tra governi e internet esiste fin dagli albori del www, il world wide web.

Nel giro di due decenni, la rivoluzione digitale e le tecnologie di comunicazione e informazione hanno cambiato il mondo. E con l’avvento di internet, degli smart-phone e dei social network i Paesi occidentali avevano pensato che la nuova frontiera del web poteva risvegliare i popoli.

La Primavera Araba nel 2011, con l’uso imponente di Twitter, venne vista in occidente come una conferma che la rete era uno strumento potente per un risveglio popolare contro l’autoritarismo e l’autocrazia.

Sappiamo che la storia smentì presto queste sensazioni.

Gli Stati autocratici non entrarono in crisi con le proteste organizzate attraverso i social network. Anzi, i governi autoritari impararono la lezione e oggi usano gli strumenti del web per cercare di dominare l’informazione e rafforzare il proprio potere politico.

In tre Stati questo impegno a usare la rete come strumento di controllo ha portato a buoni risultati (naturalmente per loro).

Iran

  • L’autorità religiosa suprema Ali Khamenei resta ben saldo sulla sella del potere di Teheran nonostante le manifestazioni organizzate grazie alla rete;
  • il governo iraniano ha creato un sistema di internet nel quale le autorità possono controllare i contenuti e ogni utente può essere identificato. Come ha scritto Reporter senza Frontiere, l’Iran ha di fatto costruito un gigantesco sistema statale di intranet: in sostanza una rete interna, simile a quelle aziendali, che vedono solo gli iraniani ed è disconnessa dal resto del mondo;
  • Impossibile l’attività di agenzie di stampa e siti di news. Sono ammessi solo quelli statali;

Russia

  • I cittadini sono tenuti all’oscuro perché vengono bloccate le pagine web e i contenuti ritenuti controversi o antigovernativi.
  • Quando esplosero le proteste nel marzo 2017 contro Vladimir Putin molti russi non ne vennero a conoscenza a causa delle limitazioni poste alla rete. Come esempio c’è il caso di Yandex News. E’ il più vasto aggregatore di notizie della Russia. Pubblica però solo news e storie che probabilmente sono approvate dalle autorità.
  • I media stranieri in Russia vengono registrati come “agenti stranieri”.

Cina

  • Le autorità cinesi hanno lanciato il concetto di cyber-sovranità. Per realizzarla hanno realizzato un grande Firewall, un gigantesco sistema di protezione che blocca, come un antivirus, decine di migliaia di siti web.
  • Il governo possiede anche un sistema di sorveglianza online che utilizza parole chiave e programmini per schiacciare qualunque tentativo di accedere a contenuti politicamente sensibili.
  • La Cina usa anche un software che permette di alterare i contenuti online a cui si accede e aggredire i siti che lo Stato considera pericolosi;

 

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Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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