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Verso la distensione Kim Trump?

Kim manda un altro segnale di disgelo

Il leader della Corea del Nord annuncia la chiusura del sito dei test nucleari. Gli Stati Uniti parlando di opportunità reale di un accordo. Ma vogliono prove e non propaganda

Verso la distensione tra Kim e Trump Verso la distensione tra Kim e Trump

Il leader della Corea del Nord manda ulteriori segnali di distensione agli Stati Uniti e al mondo in vista dell’incontro con il presidente Trump.

Dopo avere annunciato la denuclearizzazione e la rinuncia a ulteriori test missilistici e nucleari, Kim Jong-un ha dichiarato che chiuderà il sito dei test nucleari di Punggye-ri, nella parte nord-orientale del Paese, dove sono stati fatti sei esperimenti atomici. La chiusura avrà luogo con un evento pubblico a maggio al quale saranno invitati esperti statunitensi, sudcoreani, giornalisti e autorità.

La teatralità del gesto ha lo scopo di dare maggiore forza e credibilità alla volontà di Pyongyang di andare avanti con la denuclearizzazione. I sudcoreani, che hanno incontrato Kim nei giorni scorsi, riferiscono che il leader della Corea del Nord mostrerà il sito per test nucleari e due tunnel per i test. Inoltre, sempre secondo la Corea del Sud, il capo di stato nordcoreano vuole evitare a tutti i costi un’altra esperienza come quella della guerra di Corea. E quindi che bisogna prendere tutte le misure per evitare un confronto militare.

Sulla questione è intervenuta la Russia, che ha preso un posizione sul vertice tra le due Coree dichiarando il proprio sostegno alla distensione tra Seul e Pyongyang. Mosca però non ha ancora espresso una dichiarazione in merito all’annuncio di Kim di volere chiudere il sito per test nucleari.

Ha invece preso una posizione il Dipartimento di Stato Usa. Il neo Segretario di Stato Mike Pompeo ha detto in un’intervista all’americana ABC che ci sono “reali opportunità” per un accordo.

Inoltre, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton ha spiegato alla Fox News che il modello da applicare alla Corea del Nord potrebbe essere quello usato in Libia nel 2003. Bolton si riferisce all’accordo tra Muhammar Ghedaffi e le potenze occidentali con il quale il leader libico accettava di smantellare tutto il suo programma di armi di distruzione di massa in cambio dell’eliminazione delle sanzioni.

Intanto, però la strategia degli Usa continua a rimanere quella di mantenere la pressione economica e le sanzioni su Pyongyang fino a quando “ci saranno più prove e meno propaganda”, ha specificato una nota della Casa Bianca.

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Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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