Macron a Trump: non c'è alternativa all'accordo nucleare con l'Iran

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Il presidente francese in visita di Stato per tre giorni negli Stati Uniti. Il capo dell’Eliseo alla vigilia della partenza dice alla Fox: “Washington si attenga all’accordo su nucleare”.

Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha invitato gli Stati Uniti a attenersi all’accordo nucleare sull’Iran, specificando che non c’è un’alternativa migliore.

Il capo dell’Eliseo ha rilasciato un’intervista all’americana Fox prima di partire per una visita di Stato di tre giorni negli Stati Uniti, dal 23 al 25 aprile, dove incontrerà anche il presidente Usa Donald Trump.

Trump ha sempre minacciato di abbandonare l’accordo nucleare con l’Iran, che mette dei limiti al programma atomico di Teheran in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

Secondo gli analisti internazionali, se l’America decidesse di andare nella direzione indicata di Trump significherebbe mettere la pietra tombale sull’accordo firmato da Iran e sei grandi potenze.

Macron ha specificato alla Fox news di non avere un piano B sull’Iran se gli Stati Uniti decidessero di rimettere le sanzioni. Il presidente francese ha ribadito più volte a Washington che non ci sono opzioni alternative all’accordo.

Intanto, il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif ha annunciato che l’Iran è prono a riprendere il suo programma nucleare a grande velocità se gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo.

L’offensiva diplomatica di Macron si fonda su due presupposti.

Il primo è quello di riportare la Francia alla grandeur che ha avuto in passato nel teatro internazionale. Parigi deve tornare a avere, secondo Macron, il ruolo che gli compete sul palcoscenico mondiale. L’assenza francese sul backstage mondiale risale ai tempi di Sarkozy ed è proseguita con Francois Hollande.

Il secondo è l’interesse economico e finanziario della Francia. Parigi ha puntato molto sugli investimenti e sul giro d’affari in Iran dopo l’entrata in vigore dell’accordo nucleare.

Ai tempi della presidenza Hollande, l’allora ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha incontrato autorità istituzionali iraniane sia a Parigi sia a Teheran.

All’indomani dell’accordo sul nucleare iraniano (siamo nel 2015), la Francia si era subito mobilitata. Le opportunità commerciali offerte dal new deal iraniano con l’entrata in vigore delle sanzioni erano molte. E Parigi ha voluto essere tra le prime ad arrivare alla “nuova frontiera”, buttandosi come un cane affamato sui mercati dell’Iran.

Il cuore degli interessi nazionali francesi batteva soprattutto per il mercato automobilistico.

I grandi gruppi d’oltralpe avevano fiutato l’affare e hanno fatto di tutto per essere presenti nella corsa alla conquista di nicchie di mercato. La joint-venture Peugeot Citroen ha annunciato una trattativa con il maggiore produttore di auto in Iran. La Peugeot e la Renault erano i due maggiori gruppi automobilistici presenti in Iran prima dell’entrata in vigore delle sanzioni. L’incontro tra Fabius e Zarif aveva portato a una cooperazione energetica tra la compagnia francese Total e l’Iran.

Si capisce quindi che Macron deve portare avanti una politica commerciale e finanziaria con l’Iran. Parigi non può permettersi di perdere business miliardari legati in qualche modo alla sopravvivenza dell’accordo nucleare iraniano. Ecco perché schiaccia quindi il pedale dell’acceleratore sul rinnovo del patto con Teheran. E gli Usa non possono rimanere fuori altrimenti salta tutto. Anche gli affari commerciali della Francia.

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