Russia e Siria ammettono ispettori Opac a Duma

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Lavrov nega uso armi chimiche nella Ghuta. 

Russia e Siria hanno cambiato idea sulla presenza degli esperti di sostanze chimiche a Duma, Siria. In un primo momento si erano opposte agli ispettori dell’Opac per rilevare la presenza o meno di tracce di sostanze chimiche dopo il sospetto attacco dell’esercito di Bachar al-Assad sabato 7 aprile. Poi però hanno garantito che gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche potranno entrare nella zona dell’attacco chimico il 18 aprile.

Mosca e Damasco hanno spiegato che non c’erano le condizioni di sicurezza per gli ispettori dell’Opac.

L’Onu però ha comunicato di avere dato tutte le autorizzazioni necessarie per entrare a Duma, l’area della Ghuta orientale teatro del sospetto attacco chimico da parte delle forze di Assad, attacco che ha fatto scattare la rappresaglia di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna lo scorso 14 aprile.

La dichiarazione Onu contraddice la posizione iniziale della Russia che ha detto di non avere fatto entrare gli ispettori Opac perché mancava il via libera del Dipartimento della Sicurezza del Segretariato Onu.

Intanto, il ministro degli esteri russo, Serghej Lavrov, in un’intervista alla BBC ha spiegato che la Russia non ha interferito sulla rilevazione delle prove di un attacco chimico a Duma.

Secondo il capo della diplomazia di Mosca, non c’è stata alcuna manomissione sulle eventuali prove di sostanze chimiche. E non ci sono prove dell’utilizzo di sostanze chimiche.

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