Stati Uniti Gran Bretagna Francia attaccano la Siria

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Missione compiuta, secondo Donald Trump. Il raid militare è durato un’ora e ha distrutto siti militari vicino a Damasco e Homs.

Il presidente Usa ha deciso. Nella notte (alle 21 ora di Washington, le 3 in Italia) ha annunciato alla nazione l’ordine all’esercito americano di attaccare “con precisione” obiettivi militari siriani. “Attacchiamo la Siria”, ha detto in un discorso al Paese, mettendo in luce che non si può tollerare l’attacco chimico a Duma lo scorso 7 aprile.

Le operazioni militari contro obiettivi dell’esercito dì Bachar al-Assad sono state condotte in coordinamento con Gran Bretagna e Francia. L’operazione militare è stata il doppio rispetto a quella dello scorso anno contro una base militare siriana nella provincia di Idlib, una rappresaglia anche allora per uso di armi chimiche.

Sono stati 105 i missili tomahawk lanciati contro siti militari della Siria a Damasco e a ovest di Homs. Non ci sarebbero, secondo fonti citate dalle agenzie, vittime civili, notizia confermata anche da Damasco.

L’operazione militare è durata un’ora e sono stati colpiti punti di stoccaggio di armi chimiche e un centro di ricerca scientifica. I missili sono stati lanciati da aerei americani, francesi e britannici ma anche da una nave militare Usa nel Mediterraneo. In azione anche fregate di Londra e Parigi. Almeno una dozzina i missili abbattuti dall’esercito di Assad.

Teheresa May ha precisato che non si tratta di un tentativo di cambiare il regime in Siria ma una rappresaglia per l’attacco chimico a Duma. Emmanuel Macron ha ribadito che la linea rossa fissata dalla Francia nel 2017 è stato superato.

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