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Piano d’azione sulla mobilità militare nell’Unione Europea

il piano azione Ue per l'esercito europeo il piano azione Ue per l'esercito europeo

In linea con l’impegno dichiarato dal Presidente Juncker per un’autentica Unione della difesa entro il 2025, la Commissione e l’Alta rappresentante hanno presentato un piano d’azione per migliorare la mobilità militare all’interno e all’esterno dell’Unione europea.

Facilitare gli spostamenti delle truppe e delle risorse militari è fondamentale per la sicurezza dei cittadini europei e per costruire un’Unione più efficace, reattiva e coesa, come indicato nella comunicazione congiunta sul miglioramento della mobilità militare nell’UE del novembre 2017 e auspicato nella strategia globale dell’UE per la politica estera e di sicurezza. Il piano d’azione di oggi individua una serie di misure operative per superare le barriere fisiche, procedurali o normative che ostacolano la mobilità militare. Per attuare questo piano d’azione sarà essenziale operare in stretta collaborazione con gli Stati membri dell’UE e con tutti i soggetti pertinenti.

L’Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione Federica Mogherini ha dichiarato: “Promuovere la pace e garantire la sicurezza dei nostri cittadini è la prima priorità dell’Unione europea. Facilitando la mobilità militare all’interno dell’UE possiamo essere più efficaci nel prevenire le crisi, efficienti nel dispiegare le missioni e rapidi nel rispondere alle sfide quando si presentano. Questo è un altro passo avanti nel consolidamento della nostra cooperazione a livello di UE, anche nel quadro della cooperazione strutturata permanente che abbiamo da poco varato formalmente e con i nostri partner, iniziando con la NATO. Per noi, come UE, la cooperazione rimane l’unico strumento per essere efficaci nel mondo di oggi.”

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo consiste nell’impiegare al meglio la nostra rete di trasporti, per garantire che si tenga conto delle esigenze militari in sede di pianificazione dei progetti infrastrutturali. Ne derivano un uso più efficace del denaro pubblico e una rete di trasporto meglio equipaggiata, in grado di garantire una mobilità rapida e senza ostacoli in tutto il continente. È una questione di sicurezza collettiva.”

Il piano d’azione di oggi prende spunto dalla tabella di marcia sulla mobilità militare redatta nel quadro dall’Agenzia europea per la difesa e propone una serie di azioni concrete nei settori che seguono.

  • Requisiti militari: questo è il punto di partenza per un approccio efficace e coordinato alla mobilità militare in tutta l’UE. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e lo Stato maggiore dell’UE individueranno una serie di requisiti militari in base alle esigenze dell’UE e degli Stati membri, anche per quanto riguarda l’infrastruttura necessaria per la mobilità militare. Il Consiglio è invitato ad esaminare e convalidare tali requisiti entro il primo semestre del 2018.
  • Infrastrutture di trasporto: la politica per le infrastrutture e il settore degli investimenti offrono opportunità per una maggiore sinergia tra le esigenze civili e militari. Entro il 2019 la Commissione individuerà le sezioni della rete transeuropea di trasporto utilizzabili per il trasporto militare e i potenziamenti necessari da realizzare sulle infrastrutture esistenti (ad esempio l’altezza o la capacità portante dei ponti). Sarà elaborato un elenco prioritario di progetti. La Commissione prenderà in considerazione la possibilità di un sostegno finanziario supplementare dell’UE per questi progetti, nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.
  • Aspetti normativi e procedurali: la Commissione esaminerà varie opzioni di razionalizzazione e semplificazione delle formalità doganali per le operazioni militari e valuterà la necessità di allineare la normativa sul trasporto di merci pericolose nel settore militare. Parallelamente, l’Agenzia europea per la difesa sosterrà gli Stati membri nell’elaborazione di un regime di permessi per la circolazione transfrontaliera.

La Commissione, il Servizio europeo per l’azione esterna e l’Agenzia europea per la difesa opereranno in stretto coordinamento con gli Stati membri per un’attuazione efficace di queste misure, che saranno realizzate nel pieno rispetto della sovranità degli Stati membri sul territorio nazionale e dei processi decisionali nazionali. È inoltre assicurato il coordinamento con le iniziative realizzate nell’ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e con il progetto PESCO sulla mobilità militare. La collaborazione e la consultazione con la NATO sulle questioni riguardanti la mobilità militare saranno approfondite ulteriormente nel quadro dell’attuazione della dichiarazione congiunta per assicurare coerenza e sinergie.

Prossime tappe

Il piano d’azione è sottoposto all’esame e all’approvazione degli Stati membri dell’UE. È previsto l’avvio delle prime iniziative nei prossimi mesi.

Una prima relazione sui progressi compiuti durante la sua attuazione sarà presentata agli Stati membri entro l’estate del 2019.

Contesto

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2017, il presidente Juncker ha sottolineato la necessità di dare vita a un’autentica Unione europea della difesa entro il 2025.

L’UE sta già adottando i provvedimenti necessari per rafforzare la propria capacità di preparazione e di risposta alle crisi: è fondamentale in questo senso che il personale e le risorse militari possano transitare senza difficoltà e in modo efficiente ed efficace sia nell’UE che al suo esterno. Questo piano d’azione si basa sulla comunicazione sul miglioramento della mobilità militare nell’Unione europea adottata il 10 novembre 2017.

Migliorare la mobilità militare è anche diventato uno degli impegni della PESCO, come stabilito nel dicembre 2017, oltre che un progetto PESCO distinto e uno degli obiettivi principali previsti nel quadro della dichiarazione congiunta UE-NATO.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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